Fisioterapisti, come le nuove tecnologie cambiano la professione

Al 4° Congresso Arir (Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria) di Treviso i fisioterapisti della respirazione si sono confrontati con l'innovazione tecnologica della sanità digitale.

Le vecchie tecnologie come gli strumenti pesanti per la ventilazione, in-ex-sufflators (macchine della tosse), strumenti per la concentrazione di ossigeno, erano esposte al congresso solo per cultura scientifica dei giovani fisioterapisti.

Il Congresso Arir, invece, ha presentato workshop dedicati alle nuove tecnologie di settore come i dispositivi per la ventilazione meccanica a pressione positiva continua (CPAP), simulatori polmonari ed EIT (Electrical Impedence Tomography), caratterisiche e utilità dell'ecografia toracica, teleriabilitazione e telemonitoraggio dei pazienti a domicilio.

Per le tecnologie con cui noi lavoriamo - ha detto in una nota Francesco D'Abrosca, del Comitato Scientifico - le aree a maggior innovazione sono quelle che riguardano gli strumenti di ventilazione meccanica, gli apparati per gli alti flussi come ossigenoterapia ed umidificazione attiva, e le molte tecnologie che stanno arrivando per la disostruzione bronchiale, che riescono a darci maggiore interattività tra operatore e paziente. Grande è poi il contributo che ci stanno offrendo le tecnologie di valutazione, permettendoci di valutare in tempo reale quello che stiamo facendo: l'esempio migliore ci è dato dagli ultrasuoni mai utilizzati prima e oggi utilissimi come dimostrato dall'ecografia polmonare”.

Formazione e aggiornamento dei fisioterapisti

Riguardo le innovazioni tecnologiche, i nuovi approcci alla professione, le nuove forme di relazione con il paziente il ruolo della formazione e dell'aggiornamento dei fisioterapisti respiratori, sia nei corsi di laurea che nei master universitari, è centrale.

«Ci è chiesto oggi un modo nuovo di concepire il nostro lavoro - dice D'Abrosca - i fisioterapisti fino a qualche anno fa erano esperti di terapie di carattere manuale o di attività fisica. Oggi invece stiamo assistendo ad un cambiamento radicale delle professione perché utilizziamo decine di tecnologie avanzate per operare sul miglioramento della funzione polmonare. Sappiamo che ci è chiesto di diventare esperti in aspetti sempre più vasti nell'uso delle innovazioni digitali: come Arir siamo consapevoli che tutto questo deve diventare formazione continua».

Così i fisioterapisti si creano un ruolo nei nuovi team multidisciplinari.

Le tecniche di imaging non invasive che utilizziamo per fare valutazioni in tempo reale sull'efficacia dell'intervento, spiega D'Abrosca “chiedono di operare sempre con pneumologi, intensivisti e con altre figure professionali che lavorano al letto del malato oppure a casa del paziente".

Per l'associazione è sempre più evidente che il lavoro sul paziente complesso e la progressione delle patologie prevedono una sinergia tra operatori: un dialogo multidisciplinare già in atto.

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