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Big data e healthcare, boom da 70 miliardi di dollari

Secondo una ricerca pubblicata su Statista nel 2025 il mercato dei Big Data nel settore healthcare raggiungerà un valore di 70 miliardi di dollari, con una crescita del 568% rispetto al 2016, quando valeva 11.5 miliardi.

L’uso dell’informatica è l’unica leva di rilancio per i sistemi sanitari messi in difficoltà dalla pandemia. Un’adeguata strategia e infrastruttura informatica diventano fondamentali per una rapida integrazione dei dati tra sistemi nazionali, regionali e europei, altrimenti indipendenti e isolati fra loro.

Mai come nell’ultimo anno i dati sono stati i principali protagonisti in tutti i settori socio-economici e in particolar modo all’interno del sistema sanitario.
L’evolversi dell’emergenza sanitaria ha spinto i governi e le imprese a adottare prodotti e strumenti che potessero tenere monitorato in maniera tempestiva il numero dei contagi e i dati complessivi relativi alla sanità pubblica.

Inoltre, l’Italia, come il resto del mondo, ha dovuto affrontare un’altra grande sfida, ovvero l’organizzazione di una campagna di vaccinazione nazionale che potesse garantire il vaccino contro il Covid-19 a tutte le categorie di persone, in modo rapido ed efficace. Affinché queste iniziative diventino realtà, i dati devono poter “viaggiare” tra diverse applicazioni al fine di essere validati, elaborati e analizzati. Ma come è possibile attuare questa strategia?

covid-19

Come ci si sta muovendo fuori dai confini nazionali? La creazione di uno spazio europeo dei dati, che comprenda anche il settore sanitario, è una delle priorità della Commissione per il periodo 2019-2025. Con la pubblicazione della European Strategy for Data, attraverso lo European Health Data Space (EHDS), l’Unione Europea mira a migliorare l’accesso a diversi tipi di dati sanitari e ad agevolare il loro scambio, non solo per sostenere l’erogazione dei servizi sanitari, ma anche a fini di ricerca e di elaborazione di politiche in ambito sanitario.

Promuovere lo scambio sicuro dei dati dei pazienti e il controllo dei cittadini e delle autorità rispetto ai dati sanitari, sostenere i servizi sanitari digitali e incoraggiare l’utilizzo dei dati per la ricerca, elaborare linee guida e regole, con un quadro di governance affidabile e il rispetto delle norme sulla protezione dei dati (GDPR), sono solo alcuni degli obiettivi dell’accordo europeo.

In particolare la GDPR è e sarà un tema sempre più centrale che ha bisogno di strumenti dedicati. Per garantire qualità e interoperabilità dei dati, la Commissione sostiene infatti la mappatura e l’adesione al modello FAIR, ovvero rintracciabilità, accessibilità, interoperabilità e riutilizzabilità dei registri di dati sanitari, in modo da stabilire regole comuni per gli scambi a fini di ricerca e di elaborazione di politiche in ambito sanitario.
Le infrastrutture e le tecnologie introdotte si baseranno su iniziative già esistenti come l’eHealth Digital Service Infrastructure e le reti di riferimento europee (ERN).

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