Ces 2019, cinque modi per innovare la mobilità assistita

I cinque finalisti della sfida triennale Mobility Unlimited Challenge (sfida per la mobilità senza limiti) sono stati annunciati al Ces a Las Vegas da Toyota Mobility Foundation che ha lanciato il concorso globale da 4 milioni di dollari nel 2017, in partnership con lo Challenge Prize Centre di Nesta, allo scopo di migliorare le vite di milioni di persone colpite da paralisi degli arti inferiori.

Il concorso ha invitato ingegneri, innovatori e designer di tutto il mondo a proporre progetti di tecnologie rivoluzionarie, che comprendano sistemi intelligenti per migliorare la mobilità e l’indipendenza di persone colpite da paralisi agli arti inferiori.

Ciascuno dei cinque finalisti riceverà un finanziamento di 500 mila dollari per sviluppare ulteriormente il proprio prototipo, con il vincitore finale della sfida che riceverà 1 milione di dollari a Tokyo, nel 2020.

I cinque finalisti sono:

The Evowalk: Evolution Devices (Stati Uniti) – un manicotto indossabile sopra la gamba che aiuta le persone con una paralisi parziale agli arti inferiori a riconquistare la propria mobilità. Il sistema EvoWalk AI utilizza sensori per predire il movimento di camminata dell’utente e stimola i muscoli corretti nel momento giusto per aiutarlo a camminare meglio.

Moby: Italdesign (Italia) – una rete integrata di dispositivi motorizzati su ruote che consente agli utenti di sedie a rotelle manuali di ottenere la comodità e i benefici di una sedia a rotelle motorizzata, accessibile attraverso un sistema di condivisione basato su app.

Phoenix AI Ultralight Wheelchair: Phoenix Instinct (Regno Unito) – una sedia a rotelle ultraleggera, auto-bilanciata e intelligente, che elimina vibrazioni dolorose.

Qolo (Quality of Life with Locomotion): Team Qolo, Università di Tsukuba (Giappone) – un esoscheletro mobile su ruote che consente agli utenti di sedersi o alzarsi con facilità.

Quix: IHMC & MYOLYN (Stati Uniti) – un esoscheletro motorizzato ad elevata mobilità che offre la possibilità di muoversi in posizione eretta, in modo stabile e agile.

Globalmente sono state ricevute ottanta candidature da team di specialisti di 28 Paesi.

Moby, Italdesign - Designed by Simon Mckeown with Craig McMullen

La giuria che ha scelto i cinque finalisti

I finalisti sono stati scelti da una giuria di giudici esperti, che comprendeva:

Professor Linamara Battistella, dottore in medicina fisica e della riabilitazione all’Università di San Paolo (Brasile).
Winfried Beigel, direttore della ricerca e sviluppo della Otto Bock Mobility Solutions (Germania)
Dr. Mary Ellen Buning – presidente della Società di Ingegneria della Riabilitazione e Tecnologia di Assistenza del Nord America (Stati Uniti).
Dr. Kay Kim, presidente di NT Robot Co (Corea del Sud).
Dr. Eric Krotkov, Chief Science Officer al Toyota Research Institute (Stati Uniti).
Eric LeGrand, sostenitore dei diritti dei disabili (Stati Uniti).
Sophie Morgan, presentatrice televisiva e sostenitrice dei diritti dei disabili (Regno Unito).
Ruth Peachment, Specialista clinica di terapia occupazionale presso il Centro Nazionale per le Lesioni Spinali (National Spinal Injuries Centre, Regno Unito).
Matthew Reeve, direttore della Fondazione Christopher & Dana Reeve (Stati Uniti).
Dr. Yoshiyuki Sankai, presidente della società di robotica Cyberdyne (Giappone).
Dr. Lloyd Walker, ingegnere professionista della riabilitazione presso Tech4Life (Australia).

Oltre al finanziamento da 500.000 dollari, i finalisti parteciperanno a workshop dedicati, riceveranno opportunità di mentoring da parte di esperti di ingegneria e collaboreranno con gli utenti finali per proseguire lo sviluppo dei propri dispositivi fino al 2020.

Team Qolo - Designed by Simon Mckeown with Craig McMullen

Per consentire la partecipazione di organizzazioni di qualsiasi dimensione, la sfida ha offerto anche un finanziamento di base da 50.000 dollari a dieci team nella forma di finanziamenti Discovery Award durante il periodo di avviamento. Dei dieci vincitori del Discovery Award, quattro sono stati scelti come finalisti della Sfida.

Per Charlotte Macken del Nesta Challenge Prize Center «Gli attuali dispositivi per la mobilità personale spesso non sono in grado di rispondere alle esigenze degli utenti, a causa di limitazioni delle funzionalità e dell’usabilità. Storicamente, il passo dell’innovazione è lento, poiché ci sono mercati piccoli e frammentati, oltre a difficoltà nell’ottenere finanziamenti per le nuove tecnologie da parte di sistemi di assistenza sanitaria e assicurazioni. Ciò può rendere il settore non interessante proprio per le persone che potrebbero aiutare a cambiare il mondo».

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