Ms-Fit, il videogame che combatte gli effetti della sclerosi multipla

Il videogioco come strumento di aiuto per alcune patologie. Da tempo se ne parla perché il lavoro dei medici che prescrivono esercizi ai loro pazienti si scontra sempre con “la pigrizia e la noia” come spiega Letizia Leocani, dirigente medico presso il dipartimento neurologico del San Raffaele di Milano e professore di Neurologia presso l’Università Vita-Salute.

I videogame possono far vincere questa battaglia a patto che, prosegue Leocani, “siano divertenti, adattabili alle persone e facili da usare”.

È questo che si cercherà di verificare con il test che coinvolgerà oltre un centinaio di malati per circa tre mesi che utilizzeranno Ms-Fit, un gioco sviluppato da Roche ed Helaglobe, con il coinvolgimento di 12 centri neurologici diffusi in tutta Italia e della Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism).

Ms-Fit per la quotidiana attività fisica

Ms-Fit, spiegano i suoi realizzatori, "utilizza le caratteristiche fondamentali dei videogame per consentire a chi vive con la sclerosi multipla di svolgere quotidianamente un'attività fisica adattata, sotto lo stretto monitoraggio del medico che ne riceve i dati e i progressi" attraverso una piattaforma dedicata. Il tutto avviene grazie a un normale pc attrezzato con un motion controller.

In questo modo l’utente vede sullo schermo un avatar che lo guida nello svolgimento degli esercizi che si ispirano al Pilates e intervengono su tre aspetti trasversali a tutti i pazienti, ovvero la postura, l'equilibrio e la respirazione.

Lo strumento tiene conto delle esigenze di chi vive con questa patologia, per cui è fondamentale porre attenzione al concetto di fatica, e prevede meccanismi di sfida-premio per invogliare il paziente a proseguire con l'attività fisica.

Gli esercizi servono all’utente per superare una serie di prove che gli permetteranno di effettuare un giro del mondo.

Ms-Fit “è nato per dare l'opportunità alle persone con sclerosi multipla di esercitarsi quotidianamente, nonostante l'attività fisica adattata venga percepita da loro a volte come noiosa o faticosa", spiega Davide Cafiero, managing director di Helaglobe.

Gli indizi che l’attività fisica sia un valido esercizio per i malati di sclerosi multipla ci sono già, ma sono necessarie altre prove sul campo che coinvolgano grandi numeri di pazienti.

Nel caso di Ms-Fit l’esperimento serve anche per capire la validità del software e quanto possa essere divertente per i pazienti che in teoria dovrebbero utilizzarlo per una mezz’ora al giorni cinque giorni la settimana.

La sclerosi multipla, per la quale non esiste una cura, in Italia colpisce circa 114mila persone e viene diagnosticata più frequentemente alle persone fra i 20 e i 40 anni costituendo la principale causa di disabilità non traumatica nei giovani.

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