Dal Pdta digitale nuovi modelli di cura e assistenza

È un fatto indiscusso che la costruzione della sanità 4.0 basata sul valore, cioè in grado di migliorare gli esiti della salute ottimizzando il consumo di risorse, non possa prescindere da soluzioni applicative in grado di abilitare i nuovi modelli di assistenza, come i Pdta (Percorso diagnostico terapeutico assistenziale) digitale.

Piattaforme di questo genere devono arrivare a tutti gli operatori – afferma Natalia Piranesi, direttore consulenza Pa e sanità di Engineeringal fine di porre in essere i migliori modelli di assistenza e cura. Abbiamo progettato e realizzato il Pdta digitale con questo tipo di ispirazione e riteniamo che possa costituire il fondamento affinché le organizzazioni sanitarie e il territorio si muovano verso nuovi modelli di assistenza e cura, permettendone la realizzazione su vasta scala in maniera coordinata, e che possa supportare le organizzazioni sanitarie stesse nell’erogare nuovi modelli che senza l’It non avrebbero potuto essere realizzati”.

Natalia Piranesi, Engineering

Quale piattaforma applicativa il Pdta digitale mette al centro il paziente e la sua patologia. In modo particolare, consente l’interazione con i sistemi informativi classici delle organizzazioni sanitarie per ricostruire il migliore percorso di cura in relazione a una determinata malattia sulla base delle condizioni attuali e delle best practice di gestione di quella patologia.

Il tutto al fine di supportare i professionisti dell’organizzazione sanitaria nella definizione del migliore percorso di cura che gli operatori dovranno intraprendere per massimizzare gli effetti sulla salute e per il miglior utilizzo possibile delle risorse anche in un’ottica multidisciplinare.

A partire dai malati cronici – precisa Piranesi – il Pdta digitale supporta la definizione del programma di interventi, clinici, assistenziali e sociali e guida gli attori nel realizzarlo in maniera trasparente, traducendo il tutto in una sorta di workflow. Questo fa sì che il sistema sia proattivo nel ricordare agli operatori i diversi passi che devono essere svolti e quando, e di segnalarne l’effettivo svolgimento”.

Telemedicina e valore al paziente

Il Pdta digitale abilita inoltre la telemedicina, consentendo di stabilire dove è possibile il suo impiego, rispetto alle caratteristiche del paziente, e di riferirne i risultati al complessivo ciclo di cura.

Sul fronte della collaboration, il Pdta permette e a ciascun professionista e a ogni struttura di sapere cosa fare per il paziente, quando intervenire, cosa è stato fatto o non è stato fatto.

L’abilitazione all’empowerment, invece, riconduce al percorso di cura le rilevazioni/azioni svolte in autonomia dal paziente, consentendo di orientare ulteriormente il percorso stesso.

Il Pdta digitale abilita anche alla misurazione del valore – conclude Piranesi – perché, concentrandosi sul paziente e sulla sua patologia e seguendolo passo per passo, permette di rilevare le risorse spese in relazione alla patologia stessa e di compararle con gli esiti clinici, aprendo al miglioramento continuo dei percorsi delle organizzazioni sanitarie”.

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