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Startup healthcare, è arrivato il tempo della specializzazione

Dopo i primi anni dedicati allo studio delle tecnologie IT applicate alla medicina da un punto di vista generale, StartUp Health ha individuato il 2019 come il momento giusto per aggiustare il punto di osservazione.

Alla luce di una crescita continua nell’investimento medio per progetto, arrivato a 9,3 milioni di dollari nella prima metà dell’anno, l’attenzione si sposta maggiormente sui singoli campi di applicazione.

Prima di questo però, è importante sottolineare alcuni aspetti emergenti, altrettanto importanti.

A tre anni di distanza da quella considerata la vera esplosione del settore,sono ormai diverse le aziende cresciute abbastanza da considerarsi pronte per la quotazione in borsa.

La più recente in ordine di tempo, Livongo, si affianca infatti alle procedure già avviate da Change Healthcare, Health Catalyst, Phreesia e Peloton.

La consistenza del settore è confermata da una seconda analisi. Cresce con regolarità anche l’ammontare dei singoli finanziamenti ottenuti dalle startup.

Nei primi sei mesi dell’anno, sono già 40 le aziende ad aver chiuso accordi superiori ai 50 milioni di dollari. Oltre allo stato di avanzamento dei progetti, frutto anche di una progressiva focalizzazione sulle singole aree.

Proprio questo è un altro aspetto sottolineato da StartUp Health. Si vanno infatti ormai affermando i settori più attraenti sotto il profilo degli investimenti, a loro volta indicatori delle tendenze in ambito Sanità. Prima di tutto, il paziente si conferma perno del’intero sistema.

Prima ancora di macchinari e strumenti a supporto dei processi, lo sviluppo ruota infatti intorno a soluzioni in grado di agevolare la consapevolezza di un malato e le relative cure personalizzate.

Sempre alto l’interesse per le condizioni tipicamente femminili, mentre resta sempre molta strada da fare per intervenire anche in favore dei bambini, al momento la categoria più trascurata nel panorama degli investimenti.

StartUp Health – Rapporto startup 1 semestre 2019

Crescita controllata

Il primo semestre 2019 si è chiuso con una raccolta di investimenti salita a 6,8 miliardi di dollari a livello mondiale.

Non molto di più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+0,2 milioni di dollari), al punto da alimentare qualche dubbio sulle reali difficoltà di migliorare la prestazione complessiva di 14,6 milioni di dollari dell’intero anno. Il terzo trimestre 2018 infatti era stato archiviato come uno tra i più prolifici in assoluto, difficile da ripetere.

In netto calo invece, il numero dei contratti conclusi, arrivato a 339. Molto meno della metà rispetto ai 769 del 2018. Secondo StartUp Health, ulteriore conferma però della tendenza a concentrare gli investimenti aumentandone di conseguenza gli importi medi. In pratica, lasciata alle spalle una prima fase di scrematura dei progetti, i finanziatori puntano ora a farli crescere.

A confermare la solidità del settore, il numero di investitori. Il leggero calo del 2018 a quota 1.228, dopo però una netta impennata da 921 a 1.238, può essere lasciato alle spalle. Tra gennaio e giugno infatti, si contano 737 investitori, per oltre la metà interessati a sostenere non più di due progetti.

Non solo USA

Tra gli aspetti più interessanti, l’allargamento del mercato e una distribuzione più uniforme. Cala infatti in modo evidente il divario tra investimenti all’interno degli USA e al di fuori.

Almeno, come sede legale. Addirittura, il primato di 250 milioni di euro raccolti spetta questa volta alla cinese Tencent Trusted Doctor. Molto di più dei 205 milioni di dollari ottenuti dalla prima startup statunitense, Collective Health. Poco oltre i 200 milioni di euro a favore della connazionale Tempus e ai 110 milioni di euro di Thrive Earlier Detection. Completano il quadro dei migliori accordi, i 120 milioni di dollari di CureFit e i 90 milioni di dollari di DocPlanet.

Le ripercussioni emergono anche su scala geografica. Le iniziative censite da StartUp Health risultano infatti più distribuite, in particolare sull’asse tra Europa e Asia.

Negli USA si conferma il confronto tra Est e Ovest, con l’area di San Francisco saldamente al comando grazie a 2 miliardi di dollari destinati a finanziare 59 progetti dall’inizio dell’anno, contro i 668,9 milioni di dollari di Boston e i 558,6 milioni di dollari di New York.

Interessante osservare anche un riequilibrio tra Europa e Asia, con la prima in apparente fase di recupero. Se il cima alla classifica dei fondi raccolti resta Pechino con 486 milioni di dollari destinati a 7 progetti, subito dietro si affaccia Parigi con 321 milioni di dollari e lo stesso numero di iniziative. Più indietro, i 181,9 milioni di dollari destinati a Tel Aviv, poco più dei 178,1 milioni di dollari investiti a Bangalore. Londra invece si distingue per il maggior numero di progetti finanziati, 13, per un totale di 129,9 milioni di dollari.

Più cure e meno costi: impresa possibile

Tra i settori di destinazione degli investimenti, emergono tre conferme e una nuova tendenza in crescita. La scena descritta da StartUp Health è dominata dall’accoppiata accesso agevolato alle cure e riduzione dei costi. Entrambi, nel primo semestre 2019 hanno raccolto 2,2 miliardi di dollari. Differente però il numero di iniziative, 149 contro 138.

Si tratta di due ambiti di studio ormai consolidati. Il primo in particolare, dominato dalla ricerca di strumenti in grado di alleviare le condizioni dei pazienti, dove si contano investimenti per 924 milioni di dollari distribuiti su 50 progetti. Netta la distanza con l’attenzione ai flussi di lavoro nella Sanità, con 29 progetti in corso per 436,6 milioni di dollari. Oltre a Tencent Trusted Doctor, protagoniste anche Doctolib e Hims.

Flussi di lavoro e processi più in generale diventano però protagonisti quando si punta alla riduzione dei costi. Le due voci messe insieme coprono infatti quasi la metà degli investimenti mirati.

Ai 538,7 milioni di dollari destinati a 44 progetti per rendere più efficienti le procedure sanitarie, si sommano infatti i 490,6 milioni di dollari destinati alla messa a punto degli aspetti amministrativi.

Di Clover Health il progetto più quotato, con 500 milioni di dollari, seguito a distanza da Collective Health con 205 milioni di dollari.

Sempre alto l’interesse anche nella ricerca di cure più efficaci. In una maggiore distribuzione delle risorse, spicca però sempre l’attenzione alle procedure ospedaliere, con 286,9 milioni di dollari destinati a 15 progetti. Gli stessi di un settore di studio tra i più promettenti, per crescite e prospettive. La biometria infatti sale a quota 164,6 milioni di dollari, con investimenti medi tuttavia ancora limitati.

Nonostante il leggero calo nel secondo trimestre, per StartUp Health resta comunque importante l’avanzata 2019 dei progetti legati alla longevità.

L’ambizione di prolungare la vita media anche di alcune decine di anni è sostenuta da 378 milioni di dollari, destinati prima di tutto al wellness, con 162,9 milioni di dollari. Subito dietro, i 108,8 milioni di dollari investiti in ricerca di cure personalizzate e i 61,2 milioni di dollari per acquisizione di dati biometrici. In tutti e tre i casi, dieci i progetti avviati

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