La realtà aumentata punta sulla Sanità

Che la Sanità sia uno dei terreni prediletti per lo sviluppo di applicazioni di realtà aumentata iniziano a pensarlo in tanti. Basta dare un’occhiata all’impennata dei finanziamenti nell’industria high tech Usa che nei primi quattro mesi del 2016 ha visto girare più soldi rispetto ai precedenti cinque anni. Merito dello sviluppo della tecnologia e di aziende come la LensAr, Augmedix, GenePeeks, Brainlabe molte altre. Grazie alla loro attività si è passati dai 2,6 milioni di dollari del 2010 ai 120 milioni di questa prima parte dell’anno. L’interesse per la Sanità è stato testimoniato anche dall’ultima edizione dell’Augmented world expo che si è svolto in giugno a Santa Clara. La rassegna californiana ha messo in mostra alcune soluzioni come quella presentata da Shafi Ahmed di Medical realities (qui il sito della società) che ha parlato del ruolo che la Realtà aumentata può giocare sul fronte dell’insegnamento. Shafi utilizza i Google Glass per diffondere in diretta le operazioni a circa 14mila studenti in 32 paesi. L’idea è di velocizzare la curva di apprendimento degli studenti che possono così fare parte di una comunità globale. Citando uno studio di Lancet ha spiegato che ci sono nel mondo cinque miliardi di persone che non hanno accesso a interventi chirurgici sicuri e convenienti. In più ci sono circa 143 milioni di operazioni semplici che devono essere eseguite ogni anno e che necessitano di 2,2 milioni di chirurghi, ostetriche e altre figure.

ARnatomy si occupa invece di anatomia cercando di andare oltre i tradizionali metodi di insegnamento. Per questo stanno lavorando a progetti dove per esempio la parola femore sia abbinata a immagini e altre informazioni, ma anche un modello di scheletro integrato con la realtà aumentata.

AccuVein cerca di risolvere i problemi legati ai prelievi di sangue grazie all’utilizzo di uno scanner portatile che mostra a medici e infermieri dove sono le vene del paziente. Lo scanner è utile anche per altre operazioni nel campo estetico. Secondo uno dei manager dell’azienda il 40% delle volte viene fallito il primo tentativo di trovare la vena e la percentuale aumenta nel caso di bambini e neonati. Lo scanner di AccuVein, già utilizzato su oltre dieci milioni di persone, rende 3,5 volte più probabile il centro al primo colpo.

Risonanza magnetica e non vedenti

Current studios si è concentrata invece sulla risonanza magnetica con una tavoletta per fare  giocare i bambini prima della risonanza e che misura la loro capacità di rimanere sdraiati per lunghi periodi di tempo. Inoltre i dottori hanno una dashboard con i dati del bambino che gli permette di capire se il piccolo può avere bisogno di anestetici per sopportare l’esame e quindi non sedarli quando non è necessario.

Con Va-st si va in aiuto dei non vedenti grazie a un nuovo tipo di visore. “La maggior parte delle persone definite cieche – ha spiegato Stephen Hicks fondatore della società – riescono comunque a vedere qualcosa”. Per questo ha sviluppato un visore da utilizzare nella vita di tutti i giorni che li aiuta a riconoscere i volti o evitare gli ostacoli. Il dispositivo può per esempio evidenziare un contorno intorno a un volto che ne permette l’identificazione da parte del cieco. Va-st è stato testato su circa trecento persone in Uk e potrebbe entrare in commercio nel 2016.Nel 2014 si è aggiudicato il Google’s Impact Challenge.

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