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Endocrinologia, con Welcomedicine l’ambulatorio è 2.0

Basta con le lunghe file in attesa di una visita, con le e-mail per chiedere una ricetta, con i messaggi su Whatsapp nel caso serva un consulto urgente: oggi i pazienti possono comunicare più efficacemente con i medici grazie a Welcomedicine, una piattaforma web di telemedicina accessibile a tutti, previa iscrizione, e realizzata dall’omonima startup.

Numerosi i servizi gratuiti a portata di clic. In particolare, il medico ha a disposizione Medbox, uno spazio online di un giga su cloud, che permette di archiviare, organizzare e recuperare la documentazione prodotta nel tempo su un determinato paziente, in modo che la sua storia clinica possa essere sempre aggiornata, accessibile da remoto, consultabile all’occorrenza; un servizio di reminder, per inviare all’assistito dei promemoria su visite ed esami; un’agenda online nella quale annotare le prestazioni eseguite; un servizio di messaggistica per inviare comunicazioni e risultati ai propri pazienti.

Inoltre, il clinico può usufruire di Intramed, uno strumento di dialogo che facilita i contatti e lo scambio di informazioni tra i medici registrati sulla piattaforma, consentendo di ottenere pareri multidisciplinari in tempi rapidi e a costi contenuti. Anche il paziente, analogamente allo specialista, può usufruire di una serie di servizi. A cominciare da Welbox, uno spazio di un giga su cloud per caricare e conservare online la propria documentazione medica e averla a disposizione all’occorrenza, cui si aggiunge un servizio di informazioni, attraverso il quale il paziente può dialogare con la segreteria del medico per quesiti di tipo organizzativo-burocratico.

Esistono, poi, alcune prestazioni a pagamento, per le quali il paziente corrisponde allo specialista la tariffa stabilita secondo la formula pay for performance. Tra queste, si annoverano il consulto medico normale, prioritario o con l’invio di immagini radiologiche e le video visite. I benefici? Per il medico poter offrire uno strumento che permette di professionalizzare e organizzare le attività, oltre che poter disporre di un network che facilita la diffusione di conoscenza, per il paziente poter avere un’interazione flessibile e veloce con il clinico.

Dall’idea di due endocrinologi

Un’iniziativa, quella di Welcomedicine, che ha mosso i primi passi nel 2012, a partire da un’idea di Giulia Franchi e Marco Manzoni, endocrinologi all’Irccs Ospedale San Raffaele, Milano. A dire il vero, dopo l’iniziale entusiasmo, si sono subito presentate le prime difficoltà.

Giulia Franchi

«Riuscire a trasferire sul web l’esperienza reale di visita è stata una sfida tutt’altro che semplice, che ha richiesto molto impegno e altrettanto lavoro», sottolinea Franchi.

In principio è stata indetta una gara per trovare il partner tecnologico più idoneo a svolgere il progetto. I tentativi iniziali, però, si sono rivelati un buco nell’acqua: il primo prototipo andava in crash di continuo ed era molto lento, mentre l’invio delle immagini radiologiche e la video visita non funzionavano; il secondo presentava limiti analoghi.

Il tutto stava per arenarsi, quando nel 2017 ci fu una svolta positiva. I due medici incontrarono gli esperti di Valeo Studio e con loro la progettazione ricominciò da zero. Dopo oltre un anno di sviluppo e di continui confronti tra clinici e informatici, il sistema vide finalmente la luce.

Marco Manzoni

«Una grande gratificazione» per Franchi, che vede l’idea diventare realtà. «Il modello è stato pensato soprattutto per ospedali e ambulatori, ma anche i singoli medici possono chiedere e ottenere l’implementazione dei servizi. Essendo la piattaforma white label, è possibile, per ciascuna struttura, intervenire per personalizzare sia i percorsi di navigazione che la grafica. È importante sottolineare che la piattaforma è nata per permettere a medici e pazienti che già avevano un rapporto terapeutico de visu di proseguirlo anche online, con soluzioni rapide e sicure. Si tratta, quindi, di uno strumento in più, che non sostituisce la visita tradizionale, ma che la affianca e la supporta, favorendo un percorso di continuità assistenziale e garantendo una vera presa in carico del paziente», chiarisce Franchi. «Sono convinta, infatti, che un buon rapporto tra medico e assistito passi anche e soprattutto da una valida comunicazione, cioè da una comunicazione tecnologicamente idonea e strutturalmente dedicata».

L’ambulatorio virtuale

La stessa convinzione anima anche l’Associazione Medici Endocrinologi (Ame), che raggruppa oltre 2 mila dei circa 5 mila specialisti italiani e che, non a caso, ha accolto il progetto con favore, al punto da farlo proprio.

Edoardo Guastamacchia

«La nostra associazione, che è da tempo impegnata nel guidare la crescita culturale dei professionisti, ritiene che la digital trasformation debba essere un’alleata, capace di portare qualità e innovazione nella sanità», afferma Edoardo Guastamacchia, già docente di Endocrinologia all’Università Aldo Moro di Bari e consulente scientifico del centro specialistico per la cura del diabete a Bari, oltre che presidente dell’Ame.

«Ed è proprio questa visione che l’ha recentemente indotta a esplorare la potenzialità dell’innovazione e a ricercare soluzioni digitali in ambito assistenziale, che rispondano alla necessità di professionalizzare molte delle attività che il medico svolge a favore dei pazienti, con l’obiettivo di migliorare l’interazione nel rispetto delle disposizioni di sicurezza (cybersecurity) e di protezione dei dati, in conformità con le norme di General data protection regulation (Gdpr)».

È proprio sulla base di questi presupposti che nel giugno del 2018 l’Ame ha avviato una collaborazione con la start up per realizzare un ambulatorio virtuale per l’endocrinologia.

Daniela Agrimi

«Lavorare al fianco di una realtà dinamica, che guarda al futuro, è stata un’importante esperienza di co-costruzione di processi di cura innovativi, che mettono al centro il paziente», afferma Daniela Agrimi, responsabile dell’ambulatorio di endocrinologia del distretto di San Pietro Vernotico, Brindisi, e responsabile dell’area Telemedicina e Digitalizzazione dell’Ame. «Noi endocrinologi ci occupiamo soprattutto di malattie croniche, come il diabete e le patologie tiroidee, che portano un numero elevato di pazienti nelle sale d’attesa degli ambulatori per risolvere problemi anche quotidiani», aggiunge Vincenzo Toscano, professore ordinario di Endocrinologia e malattie metaboliche all’Università La Sapienza di Roma e direttore dell’unità operativa complessa di Endocrinologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma, oltre che past president dell’Ame.

Vincenzo Toscano

«Inoltre, sono centinaia le e-mail e i messaggi che riceviamo e che impongono a noi una consulenza non retribuita e ai pazienti un sistema non sicuro per quanto riguarda la privacy e i dati sensibili. Per questo, diventa fondamentale disporre di sistemi informatici di supporto che migliorino l’interazione, in un contesto idoneo in termini di sicurezza informatica, di qualità delle tecnologie e delle certificazioni adottate».

In proposito, l’ambulatorio 2.0 dispone, infatti, di firma elettronica, di trasmissione e visualizzazione delle immagini diagnostiche in formato Dicom, di servizi certificati di video visita. Il progetto, presentato ufficialmente durante il 17° congresso nazionale dell’Ame, tenutosi a Roma dall’8 all’11 novembre 2018, ed entrato a maggio del 2019 tra i finalisti del premio Innovazione digitale in sanità del Politecnico di Milano, nella sezione Supporto ai processi clinici e assistenziali, conta a oggi oltre 120 clinici, 1.200 pazienti e 1.500 consulti effettuati.

Il supporto dell’enciclopedia Endowiki

Di recente, nel sistema è stata integrata Endowiki, la più grande enciclopedia multimediale di endocrinologia con una funzionalità modulare e un indice generale che comprende venti capitoli, realizzata dall’Ame nel 2015, in continua revisione e aggiornamento secondo le linee guida e i più importanti uptodate.

«L’obiettivo è inserire notifiche nel flusso dei contenuti che transitano attraverso la piattaforma, con il vantaggio di fornire al clinico, nella fase di consulto, un supporto alle decisioni in tempo reale e al paziente suggerimenti e news di specifico interesse rispetto ai temi emersi nella comunicazione in remoto», spiega Toscano. «Si passerà, così, da una logica in cui medici e pazienti inseguono le informazioni a una in cui informazioni validate raggiungono automaticamente gli utilizzatori».

Certo, il progetto è un work in progress, un processo che va implementato, guidato, misurato. Affinché possa continuare a offrire un servizio di alto livello nel presente, strizzando l’occhio al futuro.

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