Diabete, Amazon e Merck lo trattano con la tecnologia vocale

Con un assistente come Amazon Echo, la tecnologia Alexa può comunicare il tasso di glicemia e aiutare le persone con diabete.

Questo è uno dei fronti su cui Amazon Web Services e Merck stanno collaborando per trovare un modo in cui coloro che vivono con malattie croniche possono essere aiutati da Amazon Lex, la tecnologia di apprendimento che alimenta Alexa di Amazon.

Amazon Echo è un dispositivo a controllo vocale alimentato da Alexa, il servizio via cloud che consente già di compiere azioni comuni, come di chiedere di riprodurre la musica, leggere libri, fare elenchi, ordinare su Amazon.

La tecnologia Alexa può essere utilizzata in futuro in altri prodotti e Amazon e Merck hanno deciso di iniziare a concentrarsi sul diabete.

Kimberly Park, vicepresidente di Customer Strategy and Innovation, Global Human Health di Merck, ha dichiarato in una nota che “Merck ha una lunga tradizione nell’affrontare le malattie croniche attraverso i farmaci. Ora vogliamo andare oltre la pillola. Siamo entusiasti di sfruttare l’AWS Cloud per trovare modi innovativi di sfruttare le soluzioni digitali, come la tecnologia ad attivazione vocale, per aiutare a ottenere risultati migliori che potrebbero fare la differenza nella vita di chi soffre di malattie croniche come il diabete“.

Merck sta anche chiedendo agli sviluppatori di creare una funzionalità per Alexa che aiuterebbe a supportare coloro che soffrono di diabete di tipo 2. Perciò è sponsor di un open challenge chiamato Alexa Diabetes Challenge, che sarà sviluppata e gestita in modo indipendente da Luminary Labs.

Ua giuria indipendente valuterà le candidature e si concentrerà su come la tecnologia vocale viene utilizzata per affrontare i problemi dei pazienti con diabete di tipo 2. Dal ricordare alle persone i loro piani nutrizionali alla programmazione dei dosaggi di insulina, la sfida Alexa sponsorizzata da Merck inviterà gli sviluppatori a superare i limiti della tecnologia vocale per le persone con diabete.

Anche l’associazione DiaTribe è entrata nel merito chiedendosi se qualcuno troverà il modo di ricordare ai pazienti di attenersi al loro regime di trattamento, migliorando così l’impegno del paziente e l’aderenza ai farmaci, fornire risposte alle domande più frequenti per i pazienti, dare il supporto per ridurre il burnout del diabete, fornire raccomandazioni di dose di insulina basata su algoritmi.

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