Il progetto italiano che dà voce al paziente con l’intelligenza artificiale

Una piattaforma digitale che consente la gestione e la condivisione dei dati clinici ed esperienziali del paziente affetto da malattia cronica intestinale (IBD) finalizzata al miglioramento delle cure e della qualità della vita. Sarà attiva in autunno ma è già un format replicabile per altre patologie e base per altri progetti estesi.

È stata realizzata a Genova da Softjam in partnership con Microsoft, aziende farmaceutiche come Takeda, associazioni di pazienti estere e la EFCCA, Federazione Europea delle Associazioni di colite ulcerosa e Crohn.

L'iniziativa Patient Voice é una piattaforma finalizzata alla raccolta e all’archiviazione di informazioni fornite dai pazienti e la loro condivisione e valutazione da parte delle organizzazioni di riferimento e degli operatori sanitari al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti, in totale sicurezza.

Patient Voice è stato presentato a Genova presso Digital Tree per favorire  un momento di convergenza sul futuro della sanità e sullo sviluppo di modelli innovativi tipici del Value Based Healthcare, che è anche un passo in avanti nel percorso verso “Genova capitale dell'intelligenza artificiale 2020”.

L’intelligenza artificiale ha un ruolo chiave: dalla raccolta e dall’analisi dei dati che i pazienti condividono tramite App, la piattaforma basata su Microsoft Azure, è in grado di verificare il loro andamento della salute e offrire consigli personalizzati per migliorare la qualità della vita.

Per Elena Bonfiglioli, Managing Director Health and Life Science EMEA (a Bruxelles) di Microsoft "La democratizzazione dell’intelligenza arificiale genera benefici concreti per tutti i cittadini, sia in termini di efficacia del servizio al paziente, sia in termini di efficienza del Servizio Sanitario".

Patient Voice permette di raccogliere, classificare e gestire i dati tra pazienti, organizzazioni di pazienti e operatori sanitari.

Si tratta di un progetto internazionale che parte dall’Italia nato dall’incontro tra le aziende già alla ricerca di risposte terapeutiche a problemi cronici, le associazioni di riferimento e le aziende di tecnologia.

Per Luisa Avedano, CEO di EFCCA, «Le ricadute di una piattaforma come Patient Voice sono molteplici. EFCCA sta investendo molto in questo progetto che è il futuro: abbiamo bisogno di questi dati per fare pressione a livello politico sia nazionale sia internazionale, abbiamo bisogno dei dati per avere un quadro per fascia di età, per tipo di malattia e per avere uno screening di quello che accade alla persona, cosa che può aiutare ad affrontare la malattia in maniera più personalizzata”.

Per Andrea Pescino, AD di Softjam “La sanità non è più sostenibile oggi e tutto il mondo si sta orientando verso la Value Based HealthCare, assistenza sanitaria basata sul valore, un modello di erogazione dell'assistenza sanitaria finalizzata a migliorare gli esiti di salute dei pazienti, ottimizzando le risorse. La centralità del paziente è la strategia Value Based HealthCare che prevede programmi innovativi in grado di valutare il percorso terapeutico nella sua complessità, in un’ottica di integrazione, sostenibilità e beneficio”.

 

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