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Nanocan, il progetto per la teranostica in vivo in oncologia

Contribuire alla lotta contro il cancro applicando le proprie competenze ingegneristiche e tecnologiche alle scienze della vita: con questo obiettivo Teoresi, società internazionale di servizi di ingegneria, ha preso parte come partner tecnico al progetto Nanocan.

Dalla collaborazione virtuosa tra ricerca accademica e industriale nasce Nanocan, punto di partenza per sviluppare l’Ospedale in un Ago: una nuova classe di dispositivi che integrano piattaforme per la diagnosi e la terapia (teranostica) impiegati in ambito oncologico.

Scopo del progetto è lo sviluppo di una nuova classe di dispositivi che utilizzano fibre ottiche integrate in aghi medicali, per effettuare contemporaneamente diagnosi e terapia all’interno del corpo dei pazienti oncologici.

Si tratta di un progetto innovativo, in cui ricerca accademica e industriale si uniscono per la medicina del futuro: nell’arco di qualche anno, infatti – sottolinea Teoresi –, Nanocan andrà a costituire un dispositivo finale in grado di combinare terapie diagnostiche integrate, il cosiddetto Ospedale in un Ago.

Per Nanocan, Teoresi ha sviluppato diverse soluzioni tecnologiche (ottica, elettronica, tecnologia laser) attraverso le quali realizzare prototipi di dispositivi medici o circuiti elettronici per il controllo e la gestione di robot.

Nell’ambito della ricerca scientifica in campo sanitario, la lotta per debellare i tumori è una delle sfide prioritarie da affrontare. Nel corso degli ultimi decenni, tra gli aspetti più innovativi della ricerca oncologica c’è la compenetrazione tra medicina, scienza e tecnologia al fine di sviluppare nuovi strumenti che uniscano diagnosi e terapia.

Questo è possibile grazie alla nascita, anche in Italia, di network a cui collaborano università, istituti oncologici e aziende che fanno della sperimentazione la propria forza.

Nanocan

A guidare il progetto Nanocan, acronimo di Nanophotonics for the Fight Against Cancer,  è CeRICT (Centro Regionale Information Communication Technology), organismo di ricerca costituito dal consorzio tra differenti unità operative,  il cui scopo è progettare e realizzare servizi/prodotti con caratteristiche innovative, in un’ottica di integrazione con le attività di Università, Centri di Ricerca Pubblici, imprese e Centri di Ricerca Industriali.

Le attività di CeRICT hanno come finalità principale la valorizzazione, l’integrazione e il coordinamento delle conoscenze in ambito Information and Communications Technology (ICT) affinché tali competenze possano essere di supporto non solo al territorio locale e nazionale ma anche a livello internazionale e in collaborazione con la grande, media e piccola impresa.

Il CeRICT ha dato origine al progetto Nanocan e, sotto la guida del suo responsabile scientifico, il professor Antonello Cutolo, si è occupato del coordinamento scientifico delle realtà coinvolte: Polo di Optoelettronica e Nanofotonica, Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali e Istituto di Biostrutture e Bioimmagini del Centro Nazionale di Ricerca, Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli studi del Sannio, Istituto Nazionale Tumori “Fondazione G. Pascale”.

Con l’integrazione in un solo dispositivo di piattaforme innovative per la diagnosi e la terapia (teranostica), in vivo, nel corpo del paziente e consentendo al tempo stesso il monitoraggio di alcuni marker tumorali e il rilascio di farmaci, Nanocan sarà in grado di rivoluzionare le tecniche e gli approcci attualmente utilizzati in ambito oncologico, evidenzia Teoresi.

Il network che lavora al progetto è fortemente multidisciplinare e possiede tutto il know-how e l’esperienza per centrare l’ambizioso obiettivo che la ricerca in ambito oncologico si pone. Ma non solo: l’incontro tra ricerca accademica e industriale fa sì che i dispositivi verranno sviluppati tenendo presente la loro concreta applicazione in scenari di reale interesse e le esigenze del mercato. In questo modo il raggiungimento dell’obiettivo avrà un impatto non solo dal punto di vista della salute dei pazienti – scopo primario del progetto – ma anche nel sistema sanitario.

Nei quattro anni del progetto, hanno lavorato a Nanocan più di trenta persone di Teoresi tra ingegneri informatici, elettronici e biomedici. Grazie a competenze trasversali di ingegneria, informatica e telecomunicazioni, Teoresi sviluppa progetti, strumenti e soluzioni per il mercato bio-medicale con soluzioni che partono dalla progettazione meccanica e hardware, allo sviluppo software di dispositivi diagnostici anche portatili (ad esempio, strumenti per la somministrazione di terapie ad hoc) in un ecosistema di innovazione che, dal biomedico, sfocia nell’eHealth. L’obiettivo è fornire ai clinici strumenti e applicativi che, in tempo reale, possano garantire la maggiore efficacia in termini di terapie farmacologiche e soluzioni di bioingegneria.

Il progetto Nanocan, terminato a febbraio 2022 con la redazione e sottomissione di due domande internazionali di brevetto, ha portato come risultati lo studio e lo sviluppo di due piattaforme diagnostiche e una piattaforma terapeutica, nonché la loro relativa validazione tecnologica e sperimentazione/testing in vitro per i casi studio presi in esame (tumore al fegato e al seno). È stato inoltre sviluppato uno studio di fattibilità per l’integrazione hardware/software delle tre piattaforme e, per due di queste, sono state realizzate delle versioni prototipali non miniaturizzate a scopo dimostrativo.

Andrea Cusano, professore al Centro di Nanofotonica e Optoeletronica per la Salute dell’uomo dell’Università degli Studi del Sannio,  coordinatore del CeRICT, ha dichiarato: “Stiamo trasformando un capello di vetro in un laboratorio diagnostico, uno strumento avanzato che può dare ai medici informazioni importantissime. Nanocan è una rivoluzione tecnologica che ci fa compiere un passo in avanti verso la medicina di precisione, dove il paziente non è più un’entità astratta ma un individuo unico su cui personalizzare diagnostica e terapia”.

Beatrice Borgia, Chief Corporate Development Officer di Teoresi, ha dichiarato: “Nanocan è un progetto innovativo, è medicina del futuro: per questo abbiamo voluto così fortemente farne parte. Da anni trasferiamo le nostre competenze tecnologiche, maturate in settori eterogenei, nell’ambito delle scienze della vita. Vogliamo dimostrare che è possibile migliorare la qualità di vita dei pazienti nel processo di diagnosi e di terapia attraverso l’utilizzo di tecnologie abilitanti. In Teoresi ci piace parlare di Engineering for human life”.

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