Home Tecnologie Gianmarco Troìa, Qwince: con PuntoFarma al servizio della sanità digitale

Gianmarco Troìa, Qwince: con PuntoFarma al servizio della sanità digitale

Probabilmente non c’era bisogno di una pandemia per mettere a nudo i problemi della Sanità in Italia. Certamente però, a emergenza finita, l’occasione si è rivelata utile anche per una valutazione più realistica delle possibili soluzioni. Una di queste, PuntoFarma, peraltro già in fase di sperimentazione e prova sul campo da alcuni anni, è un ottimo esempio dell’intraprendenza italiana.

«Sicuramente, le difficoltà restano pressoché intatte, a partire dalla diffidenza – conferma Gianmarco Troìa, AD & CEO di Qwince -. D’altra parte, la discussione sul tema si è aperta e noi siamo sicuramente pronti a fornire soluzioni all’altezza e tutte le informazioni del caso».

Nata nel 2007 in seno ad Arca, l’incubatore d’impresa dell’Università di Palermo, oltre a costruire una soluzione completa al servizio della Sanità, Qwince ha saputo lavorare bene anche nella comunicazione.

Per quanto l’organizzazione attuale possa presentare limiti, proporre alternative è sempre difficile, soprattutto quando si parla di salute. Un discorso a tutto campo, con il personale restio a cambiare abitudini frutto di anni di esperienza, i pazienti perplessi di poter essere seguiti a distanza come di persona e per finire anche le strutture con capacità di investimento sempre al di sotto delle reali necessità.

Benefici da toccare con mano

«Dobbiamo però pensare anche ai tanti vantaggi – riprende Troìa –. Un paziente anziano con difficoltà  muoversi, o anche un caregiver, in genere più giovane e quindi anche più aperto alle novità, in genere sono più ben disposti verso una soluzione come la nostra».

In linea di massima, Puntofarma si può inquadrare come una soluzione di telemedicina, Analizzata più da vicino però, emerge tutto l’impegno Qwince per andare oltre, arrivare a un vero e proprio sistema di supporto a un’infrastruttura, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e ottimizzare i costi.

La sfida è di quelle veramente impegnative. Se i benefici di un utilizzo più diffuso dell’IT nella Sanità ormai dovrebbero essere fuori discussione, passare alla pratica è tutt’altra cosa. Lo stesso personale, spesso è a digiuno delle nozioni di base necessarie a guidare la transizione. «Il Covid ha in qualche modo costretto a seguire forme alternative di assistenza, ma non c’è stato il tempo di preparare medici e infermieri. Uno dei nostri compiti è affiancare queste persone nel percorso di cambiamento».

Tra i benefici più immediati, la prospettiva di vedersi sgravati da diversi compiti. L’evidenza della realtà italiana parla per esempio di tempi particolarmente ristretti da dedicare a ciascun paziente per le visite. Se buona parte di questo viene sprecato tra regolamentazione degli accessi, ricerca di documentazione e relativa consultazione, la qualità del servizio inevitabilmente ne risente.

Una piattaforma completa e consolidata come Puntofarma garantisce di poter intervenire in questa direzione, così come in quella altrettanto strategica del teleconsulto. Evitare spostamenti è interesse di tutti, pazienti e medici. Poter assistere un persona a distanza permette anche una migliore organizzazione dei tempi. Un altro tassello all’insegna di efficienza e contenimento dei costi.

Un lavoro di squadra

Punto forte è prendere in considerazione sin dai primi passi qualsiasi figura coinvolta nella Sanità. Quindi, certamente personale sanitario e amministrativo, al quale si affiancano i pazienti ma anche chi spesso si prende cura di loro al di fuori delle strutture, i caregiver.

Questa visione di insieme permette di individuare i punti critici e sviluppare una soluzione integrata a tutti i livelli. L’intero progetto PuntoFarma è sviluppato intorno al principio di cambiare il paradigma per passare da una Sanità di attesa a una invece più orientata all’iniziativa, dove si riesca realmente a mettere il paziente al centro di attività, progetti e strategie.

«In una prima analisi ci eravamo posti diversi problemi, rivelatisi secondari dal confronto con i medici. Abbiamo così deciso di muoverci prima di tutto per linee semplici, uscire dalla nostra visuale di tecnici informatici per guardare di più a parametri del mondo reale, cosa succede realmente in un ospedale o cosa comportano le varie mansioni di chi ci lavora. Ci siamo resi conto di quanto realizzare progetti senza pensare a chi è del mestiere possa diventare solo autoreferenziale».

I quattro punti della strategia PuntoFarma

Il risultato è una soluzione al momento articolata su quattro moduli. A partire dal primo passo per un potenziale paziente, la prenotazione. In dettaglio, con un unico accesso per gestire e organizzare i  servizi sanitari in presenza o in modalità virtuale.

Nella fase successiva della terapia, si riorganizzano le informazioni sul paziente e le relative  terapie, così da poter dedicare più tempo al rapporto diretto con la persona. A questo si affianca la possibilità di eseguire dei teleconsulti, attraverso un canale online, con tutte le garanzie, e relative certificazioni, del caso.

Infine, l’aspetto forse più innovativo. Attraverso un modulo di Screening, gli operatori sanitari sono incoraggiati a cercare e coltivare una relazione continua con i loro pazienti. In questo modo diventa possibile programmare meglio le attività, e rinviare la necessità di incontri di persona.

«Più della tecnologia, la nostra partita si gioca sul rapporto umano che riusciremo a creare tra paziente e medico. Dobbiamo sempre ricordare come anche dietro uno schermo o un wearable ci sia comunque qualcuno bisognoso di cure e attenzioni».

Temi solo all’apparenza nuovi, almeno per quanto riguarda la società siciliana, sul pezzo già dal 2007 e capace oggi di accumulare una buona esperienza, utile per proporsi con successo a diverse strutture sparse per l’Italia.

«Abbiamo due filoni principali di sviluppo – conclude Gianmarco Troìa -. Il primo riguarda un centro servizi, una sorta di help desk evoluto per affiancare medico e paziente. Il secondo invece, più suggestivo, è sfruttare un motore di intelligenza artificiale per seguire l’evoluzione dei pazienti e anticipare potenziali aspetti di cronicità, acutizzazione o degenerazione delle patologie».

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