
Philips ha ottenuto dall’Advanced Research Projects Agency for Health (ARPA-H) degli Stati Uniti un finanziamento fino a 33,7 milioni di dollari per tecnologie robotiche e di intelligenza artificiale applicate alle procedure endovascolari contro l’ictus. Il progetto A-RISE – Autonomous Robotics and Intelligent Imaging for Stroke Endovascular Care, avviato il 14 luglio 2026 e guidato da Philips North America, combina imaging, navigazione autonoma dei dispositivi, cateteri orientabili e assistenza da remoto. Automazione e controllo remoto estenderanno la trombectomia meccanica agli ospedali privi di équipe specialistiche in sede.
Il programma coinvolge Johns Hopkins University, Boston University e J Mocco, neurochirurgo endovascolare e responsabile di Neurological Surgery presso Weill Cornell Medicine. Autonomous Interventions and Robotics (AIR), il programma ARPA-H che finanzia A-RISE, sostiene sistemi capaci di eseguire procedure mediche con livelli crescenti di autonomia sotto la supervisione dei professionisti sanitari.
Dall’imaging alla navigazione autonoma
La trombectomia meccanica è una procedura mini-invasiva impiegata in alcuni casi di ictus ischemico causato dall’occlusione di un grande vaso. Attraverso un catetere introdotto nel sistema vascolare, lo specialista raggiunge l’arteria cerebrale interessata e rimuove il trombo per ripristinare il flusso sanguigno. La rapidità dell’intervento è determinante, ma la procedura richiede competenze e infrastrutture disponibili soprattutto nei centri neurovascolari più avanzati.
Philips integrerà nella piattaforma Azurion per la terapia guidata da immagini il controllo robotico dei dispositivi, la guida procedurale basata sulle immagini, l’automazione del flusso di lavoro e l’intervento remoto. Gli algoritmi di imitation learning ricaveranno dai gesti degli specialisti le sequenze operative necessarie alla navigazione dei dispositivi all’interno dei vasi.
Johns Hopkins University curerà lo sviluppo dei sistemi di navigazione autonoma sotto la guida di Axel Krieger, professore associato di ingegneria meccanica specializzato in robotica medica. Il gruppo della Boston University lavorerà invece sui cateteri orientabili con Tommaso Ranzani e Sheila Russo, entrambi docenti di ingegneria meccanica e scienza dei materiali. Tra i componenti figura un catetere multicanale azionato da fluidi, capace di muoversi con precisione lungo percorsi vascolari complessi.
Autonomia supervisionata e assistenza a distanza
Lo specialista conserverà il controllo clinico della procedura. L’automazione gestirà una quota crescente delle diverse fasi dell’intervento in regime di autonomia supervisionata, mentre le funzioni remote collegheranno l’operatore esperto alle strutture lontane dai grandi centri. Robotica e AI standardizzeranno attività che oggi dipendono dalla presenza sul posto di équipe altamente specializzate. “La robotica ha il potenziale di migliorare precisione e accuratezza nelle procedure endovascolari per l’ictus, contribuendo al tempo stesso a estendere l’esperienza degli specialisti attraverso interventi eseguiti da remoto”, afferma J Mocco.
“Stiamo contribuendo a costruire un futuro in cui l’accesso alle cure specialistiche non sia più limitato dalla geografia o dalla disponibilità di professionisti. L’obiettivo non è sostituire l’esperienza clinica, ma renderla più accessibile e scalabile”, dichiara Bert van Meurs, Chief Business Leader Image-Guided Therapy di Philips. Betsabeh Madani-Hermann, Head of Research dell’azienda, colloca A-RISE nel percorso di ricerca condotto da Philips sulla robotica interventistica e sull’automazione delle procedure guidate da immagini.
La tempestività del trattamento incide direttamente sugli esiti dell’ictus. In Italia si stimano circa 200.000 casi ogni anno e 913.000 persone con disabilità conseguenti alla patologia. L’assistenza remota trasferisce le competenze specialistiche negli ospedali lontani dai maggiori centri neurovascolari e amplia la capacità operativa delle reti cliniche.
Philips dispone attualmente di oltre 20.000 sistemi per la terapia guidata da immagini installati in più di 80 Paesi, l’infrastruttura sulla quale A-RISE svilupperà l’automazione della neuroradiologia interventistica. I sistemi descritti sono ancora in fase di sviluppo e il loro futuro impiego clinico o commerciale sarà subordinato alle autorizzazioni regolatorie applicabili.








