Oracle e AstraZeneca, AI e dati sanitari per la ricerca clinica

Individuare più tempestivamente i pazienti che possono partecipare a una sperimentazione clinica e trasferire nella pratica quotidiana le conoscenze prodotte dalla ricerca sono i due fronti della collaborazione tra Oracle e AstraZeneca, annunciata oggi. L’intesa combina le competenze scientifiche e terapeutiche del gruppo biofarmaceutico con le capacità di Oracle nei dati sanitari, nel cloud, nell’intelligenza artificiale, nell’analisi dei dati e nei processi clinici.

L’accordo è non vincolante: le aziende intendono esplorare casi d’uso selezionati per migliorare l’efficienza e il successo delle sperimentazioni, favorire la produzione di evidenze scientifiche e integrare nei percorsi di cura informazioni rilevanti provenienti dalla ricerca. Il programma riguarda l’impiego dell’AI insieme ai dati del mondo reale, cioè le informazioni raccolte nell’assistenza sanitaria ordinaria.

Il reclutamento dei pazienti al centro dei primi casi d’uso

Uno dei principali ostacoli alla realizzazione delle sperimentazioni cliniche è il reclutamento dei pazienti. Applicazioni moderne e strumenti di AI potrebbero aiutare il personale sanitario a individuare in modo più semplice e tempestivo le persone che soddisfano i criteri di partecipazione, ampliando l’accesso agli studi per chi ne ha bisogno.

Le prime aree patologiche da prendere in esame comprendono oncologia, malattie cardiovascolari, renali e metaboliche, malattie respiratorie, immunologia e malattie rare. Il contributo di AstraZeneca riguarda la conoscenza scientifica e terapeutica, mentre Oracle mette a disposizione le capacità tecnologiche necessarie per lavorare sui dati e collegare le informazioni ai processi clinici.

Pascal Soriot, Chief Executive Officer di AstraZeneca, lega questa integrazione alla possibilità di seguire il farmaco lungo il suo intero percorso: “Combinando l’eccellenza scientifica di AstraZeneca con le profonde competenze di Oracle in materia di dati e tecnologia, possiamo aiutare i medici a individuare prima i pazienti, ottimizzare le sperimentazioni cliniche e generare continuamente evidenze scientifiche durante l’intero ciclo di vita di un farmaco”.

Per Mike Sicilia, Chief Executive Officer di Oracle, un migliore utilizzo dei dati sanitari può contribuire a trasformare l’innovazione scientifica in risultati migliori per i pazienti. “Combinando le competenze scientifiche di AstraZeneca con le capacità di Oracle in materia di dati, cloud, AI e sanità, abbiamo l’opportunità di contribuire ad accelerare la ricerca, permettere a un maggior numero di pazienti di partecipare alle sperimentazioni cliniche e, in definitiva, portare più rapidamente informazioni rilevanti nei processi di assistenza sanitaria”, ha dichiarato.

Collegare ricerca, diagnosi e assistenza quotidiana

La collaborazione prevede di esplorare un modello di apprendimento continuo: le informazioni ottenute dalla ricerca clinica e dall’assistenza ordinaria dovrebbero contribuire a orientare la progettazione degli studi successivi, il monitoraggio della sicurezza e la cura dei pazienti. L’obiettivo è rendere utilizzabili le conoscenze scientifiche nelle decisioni quotidiane dei medici e impiegare quanto emerge dai percorsi assistenziali per migliorare la ricerca futura.

Anne-Claire Gerbaldi, Chief Digital, Data and AI Officer di AstraZeneca, richiama il problema delle diagnosi tardive e dei lunghi percorsi necessari per accedere alle cure. Per collegare ricerca scientifica, sperimentazioni e assistenza quotidiana, il gruppo punta a utilizzare l’AI per generare informazioni che rafforzino progressivamente la ricerca e migliorino i risultati per i pazienti. “Unendo le capacità uniche di Oracle e AstraZeneca, crediamo di poter supportare sperimentazioni cliniche più intelligenti, rafforzare il monitoraggio della sicurezza e contribuire a garantire che i pazienti ricevano una diagnosi più tempestiva e le cure appropriate”, ha affermato.

La governance dei sistemi sanitari che erogano l’assistenza resta un elemento del progetto. Seema Verma, executive vice president e general manager di Oracle Health and Life Sciences, identifica nella distanza tra scoperta scientifica e decisione clinica uno dei punti su cui intervenire: “AstraZeneca mette a disposizione profonde competenze scientifiche e terapeutiche, mentre Oracle fornirà capacità in materia di dati sicuri, cloud, AI e processi clinici”. Secondo Verma, questa combinazione può aiutare i sistemi sanitari a riconoscere prima i pazienti idonei, ampliare l’accesso alle sperimentazioni e produrre evidenze a supporto delle decisioni successive, nel rispetto della loro governance.

Il primo programma ad Abu Dhabi e le condizioni sui dati

La collaborazione comprende progetti internazionali con Stati Uniti, Medio Oriente ed Europa tra le principali regioni interessate, in collaborazione con i governi locali e nel rispetto delle normative applicabili. Il primo programma si concentrerà sull’assistenza e sulla ricerca clinica per l’ipertensione ad Abu Dhabi, insieme all’azienda sanitaria M42: dovrà supportare l’individuazione dei pazienti con ipertensione non controllata, l’applicazione delle linee guida di cura e il reclutamento negli studi.

Saranno utilizzati dati del mondo reale privati degli elementi identificativi, con misure di governance, riservatezza e sicurezza; AstraZeneca non riceverà informazioni che consentano di identificare i pazienti. Ogni progetto sarà valutato separatamente e potrà procedere soltanto dopo l’introduzione delle necessarie garanzie legali, di privacy, regolatorie, etiche e istituzionali.

Oracle e AstraZeneca prevedono inoltre di definire una governance condivisa, componenti tecnici riutilizzabili e metriche concordate per misurare i risultati. La valutazione servirà a stabilire se gli approcci che si dimostreranno efficaci potranno essere estesi ad altre aree terapeutiche e geografiche.

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