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Vaccini anti Covid-19, i tempi della comunicazione

Di fronte agli impatti della pandemia COVID-19 l’attività di ricerca per la realizzazione di vaccini contro il SARSCoV-2 sta viaggiando ad una velocità mai sperimentata in passato[1].

Tra le principali tecnologie per indurre la risposta immunitaria, in fase di studio vi sono vaccini:

  • a virus”: si utilizza direttamente il virus dopo averlo attenuato o inattivato, ad es. in quelli per morbillo e poliomielite;
  • basati sugli acidi nucleici (DNA o RNA): si utilizzano le informazioni genetiche di una proteina del virus, di solito la proteina spike che si trova sulle “punte” della corona del virus;
  • a vettore virale: si utilizza un virus innocuo per l’uomo, geneticamente ingegnerizzato in modo da trasportare le proteine del virus contro il quale si vuole sviluppare l’immunità; ad es., il vaccino sperimentato per Ebola nel corso dell’ultima epidemia in Congo;
  • basati su proteine: si utilizzano le proteine che si trovano sulla superficie del virus, o loro frammenti, oppure “Virus-Like Particles” (VLP), di fatto l’involucro esterno del virus svuotato del suo contenuto genetico.

Al momento non esistono vaccini commercialmente disponibili contro il SARS-CoV-2[2], anche se, secondo i rilevamenti effettuati da OMS, London School of Hygiene and Tropical Medicine e NIH54, i candidati vaccini sono in totale 250: 19 basati su DNA, 32 su RNA, 53 su vettore virale, 18 su virus attenuato o inattivato, 76 su proteine, 15 su particelle simil-virus (VLC), e 37 che utilizzano altre piattaforme o per i quali non si hanno dettagli.[3] “L’OMS ha lanciato un trial randomizzato internazionale dei candidati vaccini, denominato Solidarity, con l’obiettivo di coordinare, per i candidati in fase di sviluppo, la valutazione di sicurezza ed efficacia, in un’ottica di cooperazione internazionale e di equità di accesso. In generale, le tempistiche per mettere a punto i medicinali ed i vaccini sono difficili da prevedere[4]”.

Tuttavia, diversi tra i vaccini che si stanno testando sono in fase piuttosto avanzata. Tra questi, sono particolarmente interessanti i due “casi” seguenti”.

Chi è l’autore

Sergio Guida, economista aziendale, ha maturato esperienze direzionali in gruppi industriali diversi per settori, dimensioni e caratteristiche. Specializzato in pianificazione strategica e controllo di gestione, finanza, risk e project management, sistemi di rendicontazione integrativi (sociale, ambientale e intangible assets), è stato relatore in convegni e seminari e pubblica articoli di economia, finanza, digital transformation, data governance, public health, compliance & regulatory affairs. Ha seguito percorsi formativi multidisciplinari concentrati su digital economy, interazione uomo-macchina (aspetti etici, cognitivi ed epistemologici), Data protection & Privacy, Digital Health & Therapeutics.

In attesa degli esami europei[5], negli USA la sperimentazione clinica di fase 3 sul vaccino AstraZeneca[6] contro il coronavirus è stata sospesa per più di un mese per approfondimenti  sulla sicurezza ad opera della Food and Drug Administration degli Stati Uniti fino alla scorsa settimana.

Come noto, la Food and Drug Administration (FDA) (Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali) è l’agenzia del governo americano che si occupa di regolamentare i prodotti che vengono immessi in commercio, dagli alimenti fino ai farmaci etici. I corrispettivi europei sono l’EFSA ovvero l ‘Autorità europea per la sicurezza alimentare e l’EMA (European Agency for the Evaluation of Medicinal Products, Agenzia Europea per i Medicinali).

L’obiettivo primario della FDA è quello di proteggere e garantire la sicurezza e la salute dei cittadini attraverso l’emanazione di regole e principi che controllino e siano di riferimento per l’immissione in commercio di prodotti studiati secondo processi rigorosi.

La FDA sta valutando se consentire ad AstraZeneca di ricominciare il processo dopo che un partecipante si era ammalato: naturalmente, la questione è se la malattia fosse un evento fortuito o se potesse essere correlata al vaccino.

Secondo un articolo della CNN, la causa del prolungamento del tempo di risposta è che il partecipante si trovava nel Regno Unito e che l’Agenzia europea per i medicinali e la FDA memorizzano i dati in modo diverso.

Intanto, mentre l’audit di sicurezza interno di AstraZeneca cerca di far luce sulle condizioni neurologiche subite dal partecipante allo studio del vaccino, secondo fonti citate dalla CNN la FDA “potrebbe richiedere test specializzati o qualche ulteriore follow-up. E non è solo una questione di dati grezzi. Vogliono ascoltare le opinioni degli esperti e aggregare tutto questo, e questo può richiedere del tempo“.

L’articolo ricorda che potrebbero esserci differenze di opinione all’interno di AstraZeneca o all’interno della FDA su ciò che è accaduto esattamente a questi partecipanti e se può dipendere in qualche modo dal vaccino.

AstraZeneca sta continuando a lavorare con la FDA per facilitare la revisione delle informazioni necessarie per prendere una decisione in merito alla ripresa del processo negli Stati Uniti. Spetta agli organismi di regolamentazione rivedere e prendere decisioni di approvazione sulla base dei dati“, secondo una dichiarazione da un portavoce dell’azienda.

La Cnn ribadisce come secondo la sua fonte l’agenzia sarà molto metodica nel riesaminare i dati: “sono sicuro che la FDA vuole prendere la sua decisione il prima possibile, ma deve anche assicurarsi che la decisione sia valida. È fondamentale per il pubblico americano. Ed è fondamentale che il pubblico americano abbia fiducia nella FDA“.

Il secondo esempio che prendo in esame riguarda il vaccino in corso di sviluppo da parte di Pfizer. Proprio in considerazione dei molteplici aspetti che entrano in gioco quando si parla di vaccini Covid-19, qualche giorno fa il presidente e CEO Pfizer Albert Bourla ha pubblicato una lettera aperta.

Mentre ci avviciniamo a un’importante lettura di dati dal nostro programma di vaccino COVID-19[7], volevo parlare direttamente a miliardi di persone, milioni di aziende e centinaia di governi in tutto il mondo che stanno investendo le loro speranze in un vaccino COVID – 19 sicuro ed efficace per superare questa pandemia. So che c’è molta confusione riguardo esattamente a cosa ci vorrà per assicurarne lo sviluppo e l’approvazione e, date le considerazioni critiche sulla salute pubblica e l’importanza della trasparenza, vorrei fornire maggiore chiarezza sulle scadenze di sviluppo per Pfizer e per il nostro vaccino COVID-19 del partner BioNTech”, esordisce la open letter.

Per tutti i vaccini sono tre le aree chiave per ottenere l’approvazione per l’uso pubblico. In primo luogo, il vaccino deve essere dimostrato sicuro, con dati di sicurezza affidabili generati da migliaia di pazienti. Poi deve essere dimostrato efficace, il che significa che può aiutare a prevenire la malattia COVID-19 in almeno la maggior parte dei pazienti vaccinati. Infine, bisogna dimostrare che il vaccino può essere coerentemente prodotto secondo i più elevati standard di qualità.

E quindi Bourla afferma che “per garantire la fiducia del pubblico e chiarire una grande quantità di confusione, credo che sia essenziale che il pubblico comprenda i nostri tempi stimati per ciascuna di queste tre aree”. (..) “potremmo sapere se il nostro vaccino è efficace o meno entro la fine di ottobre. Per fare ciò, dobbiamo accumulare un certo numero di casi COVID-19 nel nostro studio per confrontare l’efficacia del vaccino negli individui vaccinati con quelli che hanno ricevuto un placebo. Poiché dobbiamo attendere che si verifichi un certo numero di casi, questi dati possono arrivare prima o poi in base ai cambiamenti nei tassi di infezione. Un comitato di scienziati indipendenti esaminerà i dati completi e ci informerà se il vaccino è efficace o meno sulla base di criteri predeterminati.. Condivideremo qualsiasi lettura conclusiva (positiva o negativa) con il pubblico non appena possibile”.

Per richiedere l’approvazione per uso pubblico, “il secondo requisito è dimostrare che il vaccino è sicuro. I nostri standard interni per la sicurezza dei vaccini e quelli richiesti dalle autorità di regolamentazione sono elevati. Nel caso dell’autorizzazione all’uso di emergenza negli Stati Uniti per un potenziale vaccino COVID-19, la FDA richiede che le aziende forniscano due mesi di dati di sicurezza su metà dei partecipanti alla sperimentazione dopo la dose finale del vaccino. Sulla base della nostra attuale iscrizione di prova e del ritmo di dosaggio, stimiamo di raggiungere questo traguardo nella terza settimana di novembre. La sicurezza è e rimarrà la nostra priorità numero uno e continueremo a monitorare e riportare i dati sulla sicurezza per tutti i partecipanti allo studio per due anni”.

Infine, dopo aver ottenuto un robusto profilo di sicurezza e una lettura positiva dell’efficaci, l’altro requisito sarà la presentazione dei dati di produzione che dimostrino la qualità e la coerenza del vaccino che verrà prodotto.

Quindi “supponendo dati positivi, Pfizer richiederà l’uso dell’autorizzazione di emergenza negli Stati Uniti subito dopo il raggiungimento del traguardo di sicurezza nella terza settimana di novembre. Tutti i dati contenuti nella nostra domanda negli Stati Uniti sarebbero quindi stati esaminati non solo dagli scienziati della FDA, ma anche da un gruppo esterno di esperti indipendenti in una riunione pubblica convocata dall’agenzia”.

Va ora ribadito che, poiché i vaccini, in quanto “risorsa preziosa per i cittadini e per i sistemi sanitari per l’immunizzazione contro le malattie infettive prevenibili“, sono rigorosamente controllati in tutte le fasi del loro sviluppo, dal laboratorio alla pratica clinica, in condizioni normali servono periodi di tempo lunghi affinché i processi di controllo possano venire completati nel rispetto di tutte le guidelines e standard fissati.

Per quanto riguarda la Ue, ricordiamo che dal punto di vista regolatorio esistono due procedure: quella comunitaria e quella nazionale. La procedura comunitaria può essere centralizzata (con il coinvolgimento di tutti i Paesi membri dell’UE coordinati dal Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA)), o di mutuo riconoscimento e decentrata, ma i vaccini biotecnologici (ad esempio, a DNA ricombinante) possono essere autorizzati esclusivamente con la procedura centralizzata (EMA).

In casi di emergenza – come appunto una pandemia[8] – viene avviata una procedura accelerata per stabilire se autorizzare l’uso del farmaco quanto più velocemente possibile, ma assolutamente nel rispetto delle norme applicabili.

In particolare, una revisione continua (rolling review,[9]) è uno degli strumenti normativi che l’EMA utilizza per accelerare la valutazione di un farmaco o vaccino promettente durante un’emergenza di salute pubblica. Normalmente, tutti i dati sull’efficacia, la sicurezza e la qualità di un medicinale e tutti i documenti richiesti devono essere presentati all’inizio della valutazione in una domanda formale di autorizzazione all’immissione in commercio. Nel caso di una revisione progressiva, il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA rivede i dati non appena diventano disponibili dagli studi in corso, prima che venga presentata una domanda formale. Una volta che il CHMP decide che sono disponibili dati sufficienti, la società deve presentare la domanda formale. Riesaminando i dati non appena diventano disponibili, il CHMP può esprimere prima il suo parere sull’opportunità o meno di autorizzare il medicinale o il vaccino[10].

Nel nostro Paese i dati scientifici presentati dalle aziende farmaceutiche vengono sottoposti a una scrupolosa valutazione tecnico-regolatoria che si conclude con un parere positivo (che porta all’approvazione) o negativo (non approvazione) sul rapporto tra i benefici e i rischi legati all’uso del vaccino nell’uomo[11].

Infine, in ogni caso, prima di poter essere commercializzati in Italia, i vaccini devono ricevere l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) da parte dell’AIFA.

[1] Cfr.  “Coronavirus: quello che c’è da sapere – 16 ottobre 2020”, a cura di Salvatore Curiale – Istituto Nazionale Malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS – Roma – © INMI 2020, pag. 11, in https://www.inmi.it/wp-content/uploads/2020/10/coronavirus_comunicato_16_10.pdf.

[2] Ibidem, pag. 11.

[3] Ibidem.

[4] Ibidem, pag. 14.

[5] Cfr. “EMA’s human medicines committee (CHMP) has started the first ‘rolling review’ of a COVID-19vaccine, which is being developed by the company AstraZeneca in collaboration with the University of Oxford”, in “EMA starts first rolling review of a COVID-19 vaccine in the EU | European Medicines Agency”, at https://www.ema.europa.eu/en/news/ema-starts-first-rolling-review-covid-19-vaccine-eu.

[6] Cfr. “CNN – AstraZeneca Covid-19 vaccine trial 1 month safety data to the FDA, source tells CNN” in https://edition.cnn.com/2020/10/14/health/astrazeneca-covid-vaccine-trial/index.html.

[7] Cfr. “An Open Letter from Pfizer Chairman and CEO Albert Bourla October 16, 2020” in https://www.pfizer.com/news/hot-topics/an_open_letter_from_pfizer_chairman_and_ceo_albert_bourla.

[8] Al 20/10/20, secondo i dati WHO “40 251 950 Confirmed cases, 1 116 131 Confirmed deaths, 235 Countries, areas or territories with cases.  Last update: 20 October 2020, 02:00 CEST” in https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019.

[9] Vedasi supra, nota 5.

[10] Cfr. “EMA’s human medicines committee (CHMP) has started the first ‘rolling review’ of a COVID-19vaccine, which is being developed by the company AstraZeneca in collaboration with the University of Oxford”, in “EMA starts first rolling review of a COVID-19 vaccine in the EU | European Medicines Agency”, at https://www.ema.europa.eu/en/news/ema-starts-first-rolling-review-covid-19-vaccine-eu, cit..

[11] Come si legge nel sito dell’AIFA.

3 COMMENTI

  1. Non sapevo che fossero 250 o candidati vaccini! Anche perché mi pare di vedere che la comunicazione si sta concentrando su quello della Pfizer, alimentando le teorie complottiste di pochi ignoranti e molti in mala fede.
    Soprattutto in materia scientifica la comunicazione resta sempre parte (fondamentale) del comunicato

    • Grazie mille per il prezioso commento! In effetti viene sottolineato che troppo spesso ultimamente qualsiasi comunicazione su questi temi è stata, purtroppo utilizzata in senso improprio, cioè per suscitare specifiche “reazioni” nell’opinione pubblica.. Anziché in senso proprio, cioè per contribuire ad analisi scientifiche ma anche e soprattutto divulgative per rendere “digeribili” anche al pubblico indifferenziato concetti e situazioni non poco complesse. Tutti gli approfondimenti necessari ed opportuni sono essenziali affinché qualunque cittadino possa comprendere appieno le ultime conquiste della Scienza. A maggior ragione quando si tratta di salvare parecchi milioni di vite umane!

  2. Grazie mille per il prezioso commento! In effetti, viene sottolineato che troppo spesso ultimamente qualsiasi comunicazione su questi temi è stata, purtroppo utilizzata in senso improprio, cioè per suscitare specifiche “reazioni” nell’opinione pubblica.. Anziché in senso proprio, cioè per contribuire ad analisi scientifiche ma anche e soprattutto divulgative per rendere “digeribili” anche al pubblico indifferenziato concetti e situazioni non poco complesse. Tutti gli approfondimenti necessari ed opportuni sono essenziali affinché qualunque cittadino possa comprendere appieno le ultime conquiste della Scienza. A maggior ragione quando si tratta di salvare parecchi milioni di vite umane!

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