Deep Mind, gli analytics vengono prima dell’intelligenza artificiale

Nel 2014 Google ha comprato DeepMind per 400 milioni di sterline: da allora la società sta espandendo le sue capacità di intelligenza artificiale in nuovi settori, tra cui il gioco e, soprattutto, l’assistenza sanitaria.

Ma il caso di Deep Mind è significativo per dire che prima ancora di mettere in campo l’intelligenza artificiale, serve creare sistemi di circolazione delle informazioni realmente utili a chi opera sul campo

Deep Mind ha stretto una serie di accordi con le organizzazioni del servizio sanitario nel Regno Unito.

Il Royal Free, per esempio, è un ospedale didattico situato nella zona di Hampstead a Londra. È stato uno dei primi partner sanitari di DeepMind con il quale ha lavorato a un’applicazione chiamata Streams nel 2015, che da gennaio 2017 viene utilizzata dai medici.

L’applicazione Streams non ha al momento alcun elemento di intelligenza artificiale. La logica alla base dell’ applicazione è semplice: avvertire rapidamente i medici in caso di lesioni renali acute (Aki) nei pazienti, consentendo loro di rispondere più rapidamente.

La lesione renale acuta è un danno renale improvviso, causato di solito da un’altra grave malattia o lesione. Quando il rene smette di funzionare correttamente, i rifiuti tossici del corpo possono accumularsi nel sangue e danneggiare altri organi. Se un Aki diventa abbastanza grave, può rivelarsi fatale. Secondo il Royal Free, le Aki sono legate a 40.000 decessi all anno e 1 miliardo di sterline viene speso per curare la malattia. L’idea dell’applicazione Streams è di assicurarsi che le informazioni giuste sulle Aki trovino i membri giusti del team ospedaliero al momento giusto.

L’analisi delle informazioni

Lo fa analizzando le informazioni, come ad esempio i dettagli sul sangue e la funzione epatica, provenienti da pazienti in alcuni reparti, tra cui l’ostetricia e quelli sottoposti a terapia intensiva. In questo modo invia un avviso al telefono del medico per fargli sapere che un paziente ha bisogno della sua attenzione.

Nel Royal Free vengono inviati circa sei allarmi al giorno, quattro dei quali sono gestiti dal team renale e due da infermieri specializzati. L’app si tiene su uno smartphone dedicato che avverte di livello due e tre Aki (le fasi più gravi di lesioni renali acute) che hanno bisogno di attenzione.

L’applicazione sbriciola i dati per rilevare i pazienti che soffrono di gravi danni ai reni, mentre quello che succede dopo è dovuto ai medici e alle infermiere che ricevono l’allarme. Aprendo l’app, il clinico può ottenere un’istantanea delle condizioni del paziente.

L’app contiene anche altre informazioni sul paziente: riepiloghi testuali dei loro raggi X, ad esempio, e dettagli sui ricoveri ospedalieri precedenti. Trovare un Aki velocemente permette di trattarlo con tempestività e quindi il danno al rene e ad altri organi è ridotto al minimo.

In futuro l’applicazione Streams potrebbe essere più una questione bidirezionale per quanto riguarda il flusso dei dati. Anziché semplicemente far affiorare i dati analizzati ai clinici, potrebbe essere utilizzato per studiare le prestazioni dei team clinici, registrando il tempo necessario per rispondere a un allarme e i risultati dei pazienti relativi a diverse attività cliniche.

Attualmente sono in uso due telefoni Streams, uno per il team diurno e uno per il team notturno. Uno dei dispositivi è sempre in carica mentre l’ altro è in uso. Mentre i consulenti possono accedere all’applicazione tramite una Vpn da casa, per la maggior parte del personale, l’applicazione non funzionerà quando non è collegata alla connessione wi-fi di Royal Free, mantenendo i dati dei pazienti accessibili solo entro i confini dell’ospedale.

 

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