01health Steering Committee: sanità e ICT si incontrano e si confrontano

01health, piattaforma di comunicazione integrata del Gruppo Tecniche Nuove, è veicolo formativo e informativo della sanità digitale italiana e catalizzatore di un processo di diffusione di competenze e best practice del comparto.

L’eHealth – ovvero l’utilizzo di tecnologie informatiche di telecomunicazione (ICT) per migliorare la salute e il benessere umano, per ottimizzare la qualità e la sicurezza delle cure, per favorire la possibilità di accesso alle terapie e, in definitiva, per potenziare i servizi del Ssn – è una realtà consolidata, da quando, nell’ormai lontano 2005, l’Assemblea mondiale dell’OMS ne ha decretato il potenziale per rafforzare i sistemi sanitari, aumentarne l’efficienza, ridurre o mantenere sotto controllo la spesa sanitaria e ne ha promosso l’adozione nei Paesi membri.

Il connubio tra digital health e digital care promosso dall’UE ha portato all’utilizzo sempre più massiccio di strumenti digitali per migliorare prevenzione, diagnosi, terapie, monitoraggio e gestione della salute e degli stili di vita dei cittadini, in una vorticosa accelerazione che in qualche modo disorienta gli attori stessi della rivoluzione in atto.

Una conversazione intorno alla salute digitale

Con l’obiettivo di creare una community che consenta alle aziende del settore farmaceutico e medicale, a quelle del comparto tecnologico ICT, alle startup hi-tech, alle associazioni di categoria, alle università, ai centri di ricerca, ai medici, ai decisori istituzionali e ai pazienti (attraverso le loro associazioni) di misurarsi e confrontarsi, il Gruppo Tecniche Nuove propone 01health, sistema di comunicazione integrata, facente perno sul sito www.01health.it, ma che trova un suo spazio anche in una specifica sezione di Tecnica Ospedaliera, e che prevede una newsletter periodica, un think tank cui sono invitati a partecipare gli stakeholder, una serie di eventi e un’attività di formazione.

Attori di questo sistema sono:
• un board scientifico, costituito da rappresentanti del mondo universitario, delle strutture sanitarie, dei centri di ricerca, delle istituzioni locali e centrali, delle associazioni professionali e industriali;
• uno steering committee cui partecipano rappresentanti delle aziende ICT, farmaceutiche e medicali;
• la piattaforma 01health che in questo sistema svolge il ruolo di promotore e facilitatore della comunicazione tra specialty brand, esperti e professional community.

01health atto primo: lo steering committee

Come primo passo per implementare la piattaforma di comunicazione sono stati costituiti il comitato scientifico e lo steering committee, il primo portavoce dei bisogni del mondo della sanità, il secondo deputato a recepire le esigenze espresse dal board, a presentare linee di ricerca e a proporre soluzioni tecnologiche alle necessità dell’healthcare.

Insieme, i due tavoli permanenti lavorano per fare rete con le principali realtà impegnate nell’affermazione dell’eHealth in Italia e per pianificare e diffondere, attraverso i mezzi messi a disposizione dall’editore, informazioni e conoscenze verso i professionisti della sanità e della tecnologia, gli utenti professionali coinvolti nella trasformazione digitale, i medici e le associazioni dei pazienti.

L’eHealth secondo lo steering commitee di 01health

In una tavola rotonda organizzata da 01health, i rappresentati di B. Braun, Dell Emc, Ibm, HP, Hewlett Packard Enterprise, H&S, Medtronic, Microsoft, Oracle Sap, STMicroelectronics si sono confrontati e hanno espresso l’opinione delle aziende sullo stato della sanità digitale nel nostro Paese.

«Il digitale in sanità – afferma Fabrizio Liberatore, business development manager sanità di Dell Emc, sintetizzando l’opinione del tavolo di lavoro – può avere un impatto dirompente per migliorare la qualità della vita e il benessere delle persone, che poi è il fine ultimo del progresso tecnologico».

Lo scoglio da superare resta la ritrosia verso il cambiamento; per questo in Italia il passaggio alla sanità digitale deve avvenire in modo graduale e strutturato. La digitalizzazione impone innanzitutto un cambiamento culturale, che richiede una stretta collaborazione tra gli stakeholder. «La chiave del successo – asserisce Antonio Costa, business developer public services di Sapsta nel trovare un modo per portare innovazione attraverso la cooperazione tra le aziende, il pubblico e il privato in una sorta di logica comune che fornisca valore al mercato».

«È necessario far sì che venga superata l’avversione al cambiamento che spesso le Asl esprimono – evidenzia Barbara Alicino, business development manager sanità di Ibm. – Per questo le aziende sono impegnate nel proporre una nuova generazione di servizi».

Stesso tema riproposto da Laura Giroli, communication & event manager di B. Braun che ribadisce l’arretratezza di molti loro interlocutori della sanità pubblica rispetto ai temi legati alla digitalizzazione.

La possibilità di accesso ai big data sanitari, la maggior capacità di elaborarli e la creazione di un ambiente integrato per la gestione delle informazioni mediche provenienti da un crescente numero di fonti è fondamentale per accelerare lo sviluppo e la definitiva affermazione della medicina predittiva e personalizzata, in un cammino che – come ricorda Barbara Alicino – ben lungi dal voler sostituire il ruolo del medico, vuole invece essere di supporto alla sua attività.

Data is the new oil

Il concetto è ormai assodato: la risorsa oggi più importante sono i big data. E il comparto sanitario, attraverso le strutture e gli enti di ricerca presenti sul territorio, di dati ne raccoglie tantissimi. Come ottimizzare il loro utilizzo a beneficio, innanzitutto, del cittadino, mettendo a disposizione di tutti i protocolli messi a punto dai centri di eccellenza, garantendo diagnosi cliniche più accurate, qualità di cura più efficaci, limitando spostamenti e costi e facilitando la ricerca farmaceutica e l’innovazione?

In quest’ottica «il cloud svolge un ruolo determinante – come ricorda Gian Luca Barbieri, product manager Oem Healthcare di HPEpermettendo l’aggregazione dei dati e la realizzazione di servizi condivisi e a distanza, liberando in questo modo di risorse da investire in aree più strategiche».

«Per consentire la sostenibilità del sistema sanitario e per migliorare la qualità della vita del paziente, sarà sempre più fondamentale ridurre i tempi di ospedalizzazione, e ciò implica la realizzazione di sistemi di monitoraggio a distanza. Per abilitare questa collaborazione tra centri ospedalieri e territorio ancora una volta il cloud svolge un ruolo da protagonista», sottolinea Elena Salvini, marketing manager di H&S.

A proposito di riduzione dei tempi di degenza ospedaliera, Paolo Gonella Pacchiotti, advanced system technology & special projects sr. director business development di STMicroelectronics racconta: «In Friuli con H&S abbiamo lavorato a un progetto di telemedicina per gli anziani. C’è stato un risparmio medio di 7 giorni letto sui pazienti post acuti e si sono salvate delle vite».

Sempre per contribuire a un miglioramento delle cure e della qualità della vita intervengono le tecnologie legate alla stampa 3D che, come afferma Gino Rincicotti, Emea 3D print regional marketing manager di HP, «permettono di produrre protesi esterne e interne, modelli per la preparazione chirurgica e apparecchiature e strumenti sterili utilizzati in sala operatoria», arrivando a una personalizzare i dispositivi secondo le esigenze del singolo paziente.

La questione etica

Una delle più importanti sfide poste dal dirompente sviluppo dell’intelligenza artificiale è la questione etica. Aziende come Microsoft, Ibm, Google, Facebook e Apple si stanno attrezzando in questo senso e hanno iniziato a definire dei principi guida sull’utilizzo etico dell’IA.

Anche gli Stati si pongono il problema e l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha pubblicato un primo libro bianco per analizzare l’impatto dell’IA nella società, ove viene tra l’altro ribadito il principio antropocentrico, secondo cui le tecnologie devono essere messe al servizio delle persone e non viceversa, nel rispetto delle libertà e dei principali diritti individuali e collettivi. Nello specifico, nell’ambito dell’etica, il funzionamento dell’IA solleva alcuni problemi relativi alla qualità e alla neutralità dei dei dati, alla responsabilità di chi utilizza gli algoritmi, ala trasparenza e alla tutela della privacy.

E Sergio Fiora, business development manager sanità e pubblica amministrazione locale di Oracle sottolinea la necessità di confrontarsi con le linee guida dettate dall’AgID.
A questo proposito Veronica Jagher, director industry solutions healthcare industry di Microsoft riflette: «Oggi è essenziale poter rispondere a domande quali: cosa si può fare avendo a disposizione i dati sanitari? Come la medicina può cambiare con la digitalizzazione e fin dove ci si può spingere nel rispetto della privacy del singolo?».

Anche le aziende sono chiamate a tali considerazioni e si stanno muovendo per fornire risposte che, ricorda Elena Galbusera, country digital specialist di Medtronic, è essenziale riuscire a comunicare in modo corretto ed esaustivo a tutti gli interlocutori. Ed è proprio in questo ruolo che 01Health si propone come protagonista.

La sintesi: come si sta muovendo il settore eHealth

Sono tre le principali direttrici verso le quali si sta orientando lo sviluppo dell’eHealth:
• ambito sanitario, ovvero l’utilizzo di ICT per migliorare la qualità dei servizi sanitari, con l’obiettivo di incrementarne l’efficienza e di contenerne i costi
• ambito tecnologico, con un quotidiano nascere nuove soluzioni che vanno dallo sviluppo di algoritmi per la gestione di big data a strumenti per il controllo e il governo di procedure diagnostiche e mediche, a servizi di telemedicina e teleassistenza, a portali e sistemi online di consulto medico, al proliferare di dispositivi indossabili, alla chirurgia robotica, alla domotica, a piattaforme per il drug delivery e l’elenco non è certo esaustivo ed è in continua evoluzione
• ambito umano, perché qualsiasi tecnologia deve essere pensata e realizzata in ottica user-friendly, ovvero a misura di medico, operatore sanitario e paziente.

 

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