
L'intelligenza artificiale sta entrando rapidamente negli ospedali e nelle strutture sanitarie, ma la maggior parte delle organizzazioni non dispone ancora dell'infrastruttura necessaria per supportarla in modo sicuro, efficiente e conforme alle normative. È quanto emerge dall'ultima edizione del Nutanix Enterprise Cloud Index (ECI) Healthcare, che fotografa un settore sempre più orientato verso l'AI generativa e agentica, ma ancora frenato da limiti infrastrutturali e di governance.
Lo studio evidenzia come l'adozione dell'AI sia ormai una priorità strategica per il management, mentre crescono fenomeni come la shadow AI e aumenta la necessità di elaborare i dati direttamente nei luoghi di cura, riducendo latenza e dipendenza dal cloud pubblico.
L'infrastruttura rappresenta il principale ostacolo
Il dato più significativo riguarda la preparazione delle infrastrutture IT: l'88% dei responsabili IT del settore sanitario ritiene che la propria infrastruttura non sia ancora pronta a sostenere carichi di lavoro AI on premise.
Il tema diventa particolarmente rilevante con la diffusione dell'edge AI in sanità. Sempre più applicazioni devono infatti elaborare dati direttamente nei reparti ospedalieri, nelle sale operatorie e nelle terapie intensive, dove la latenza può incidere sulla qualità dell'assistenza.
Secondo Nutanix, fino al 75% dei dati sanitari sarà generato direttamente nel punto di erogazione delle cure, rendendo indispensabili infrastrutture distribuite capaci di garantire elevate prestazioni, disponibilità continua e conformità normativa.
Cresce la shadow AI
Il report evidenzia anche un fenomeno destinato a interessare molte organizzazioni: la diffusione della shadow AI.
Il 79% delle aziende sanitarie dichiara infatti di rilevare l'utilizzo di applicazioni o agenti AI adottati direttamente dai dipendenti senza il coinvolgimento dell'IT.
Ancora più significativo è il fatto che l'83% degli intervistati considera questi strumenti un rischio concreto per sicurezza, governance e conformità normativa.
La ricerca mette inoltre in evidenza come la separazione tra reparti clinici, amministrativi e funzioni IT renda più difficile governare l'introduzione dell'intelligenza artificiale all'interno delle organizzazioni.
AI e container accelerano insieme
L'evoluzione dell'intelligenza artificiale sta modificando anche le architetture applicative.
Secondo il report, l'86% delle aziende ritiene che l'AI stia accelerando l'adozione dei container, tecnologia considerata fondamentale per distribuire modelli di intelligenza artificiale in ambienti sicuri, portabili e facilmente gestibili.
L'81% prevede un incremento della containerizzazione delle applicazioni nei prossimi anni, mentre l'80% sviluppa già nuove applicazioni utilizzando architetture container-native.
Questo approccio consente agli ospedali di mantenere i dati all'interno delle proprie infrastrutture, elaborandoli localmente senza compromettere prestazioni e sicurezza.
Gli agenti AI entrano nelle operations
Tra i risultati emerge anche la crescente fiducia verso gli agenti AI.
Il 58% dei responsabili IT ritiene che contribuiranno ad aumentare produttività ed efficienza, mentre il 57% prevede una trasformazione significativa delle operations aziendali.
Più della metà degli intervistati vede inoltre negli agenti autonomi un'opportunità per sviluppare nuovi servizi e creare nuove fonti di ricavo.
Nei prossimi tre anni il 57% delle organizzazioni prevede di adottare soluzioni di AI agentica, accanto alla diffusione dell'AI generativa e dei sistemi di machine learning.
La sovranità del dato diventa strategica
L'indagine conferma come la data sovereignty rappresenti ormai uno dei principali criteri nelle decisioni infrastrutturali del settore sanitario.
Il 72% delle organizzazioni considera la sovranità del dato una priorità elevata o essenziale.
Oltre la metà esegue già applicazioni containerizzate on premise o su cloud privati e ritiene necessario mantenere dati e infrastrutture all'interno dello stesso Paese per soddisfare requisiti normativi, esigenze di compliance e aspettative di pazienti e stakeholder.
AI sempre più diffusa nelle organizzazioni
L'adozione dell'intelligenza artificiale continua ad accelerare.
Il 55% delle aziende sanitarie prevede di utilizzare oltre cinque applicazioni AI entro i prossimi tre anni, mentre una parte significativa stima di superare le dieci applicazioni.
Attualmente il 63% utilizza provider di servizi gestiti per eseguire workload AI, ma i modelli di deployment ibridi continueranno a rappresentare la soluzione prevalente, combinando cloud, infrastrutture locali ed edge computing.
Serve una nuova architettura per la sanità digitale
L'analisi di Nutanix mette in evidenza un tema destinato a diventare centrale nei prossimi anni: l'adozione dell'intelligenza artificiale non dipenderà soltanto dalla disponibilità di nuovi modelli, ma soprattutto dalla capacità di costruire infrastrutture distribuite, sicure e governabili.
Per il settore sanitario questo significa ripensare l'intera architettura IT, integrando cloud ibrido, edge computing, containerizzazione, data sovereignty e governance dell'AI in un'unica piattaforma in grado di garantire continuità operativa e supportare applicazioni cliniche sempre più intelligenti.
L'AI sta quindi entrando concretamente nei processi sanitari, ma la sfida più importante non riguarda più gli algoritmi: riguarda la capacità delle infrastrutture di sostenerne la crescita in modo affidabile, conforme e sicuro.





