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Il cloud e la pandemia, una doppia svolta per l’IT della sanità

Quale è stato e sarà l’impatto della pandemia da Covid-19 sulle tecnologie cloud e sull’IT in generale?

I servizi cloud sono ormai l’elemento cardine delle strategie di modernizzazione del business a tutti i livelli. Molte aziende lo avevano già capito prima della pandemia, altrettante sono quelle che lo hanno compreso durante l’emergenza adottando gli strumenti basati sul cloud necessari per consentire la massima continuità del business.

La tecnologia cloud, infatti, permette di proseguire e scalare il proprio business in risposta a una domanda o necessità crescente.

Per Raffaele Resta, Head of Italy Public Sector di Aws, gli ultimi mesi hanno segnato un momento di svolta per il cloud e per le aziende che si sono affidate ad esso per espandere o mettere in piedi servizi, a una velocità e una portata che sarebbe sembrata loro inimmaginabile solo qualche settimana prima.

Per Reste troppo spesso le organizzazioni sono state indotte a credere che i propri sistemi o soluzioni software esistenti siano costruiti in maniera scalabile, o meglio p,er crescere in risposta alla domanda. Ma quello che si è visto durante la pandemia è che i sistemi di molte organizzazioni non erano in linea con la domanda.

Quando si parla con le organizzazioni del settore pubblico su come il cloud può aiutarle a scalare, invece, ci si riferisce a velocità e flessibilità che permetteranno di costruire nuove applicazioni e servizi in pochi giorni, o addirittura ore.

In una crisi sanitaria globale, quando risparmiare tempo vuol dire salvare vite umane, non si può sottovalutare l’importanza di avere i sistemi giusti per potersi muovere rapidamente.

Questo, per Resta, vale soprattutto per le organizzazioni che si occupano della risposta globale a Covid-19.

Raffaele Resta, Head of Italy Public Sector di Aws

L’OMS e il cloud

Da settimane, osserva resta, Aws sta lavorando con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per contribuire ad accelerare la digitalizzazione delle informazioni e dei servizi educativi a una velocità senza precedenti, a fronte della pandemia.

Stiamo sostenendo l’OMS – spiega Resta – per portare avanti lo sviluppo di un’applicazione per gli operatori sanitari impegnati in prima linea, e stiamo fornendo i nostri servizi media e di machine learning per ridurre il tempo necessario alla traduzione di video dedicati alla formazione educativa in più lingue, da pochi giorni a poche ore”.

L’OMS sta inoltre utilizzando i servizi Aws per sviluppare uno strumento che consenta la raccolta e l’analisi di grandi volumi di contenuti relativi a Covid-19 da tutto il mondo, in modo ancora più efficace.

Lo strumento utilizzerà il machine learning per aiutare a distinguere tra contenuti “affidabili” e “inaffidabili” e renderà le informazioni più facili da trovare e valutare per la comunità di esperti.

È fondamentale che organizzazioni come l’OMS abbiano la possibilità di condividere informazioni affidabili e aggiornate, grazie alla guida di esperti, con coloro che lavorano sulle stesse problematiche, in modo che tutti possano identificare ciò che funziona il più rapidamente possibile e raddoppiare gli sforzi, piuttosto che duplicarli.

Un altro esempio citato da Resta è l’Istituto di Ricerca in Biomedicina di Barcellona.

“All’IRB di Barcellona – spiega Resta in una nota – abbiamo contribuito a sviluppare uno strumento di intelligenza artificiale per estrarre rapidamente e ‘leggere’ informazioni rilevanti da decine di migliaia di articoli scientifici su Covid-19, un numero che cresce esponenzialmente ogni giorno, per aiutare a trovare composti farmacologici potenzialmente attivi contro la malattia. L’Istituto ha già identificato più di 307 composti di questo tipo, ognuno dei quali potrebbe aiutarci a fare un passo avanti per battere COVID-19”.

COD19.it, scalabilità italiana

In Italia Gianvincenzo Zuccotti, Primario di Medicina dell’Università Statale di Milano, ha creato COD19.it, un’applicazione poi sviluppata da Link Up, un partner AWS.

Questa applicazione consente al personale in prima linea di entrare in contatto, via telefono, con pazienti affetti da coronavirus positivi e sospetti positivi, dimessi dall’ospedale.

Ciò permette al personale medico di verificare lo stato di salute del paziente dimesso, chiamandolo due volte al giorno e fornendogli assistenza medica continuativa, attraverso un costante monitoraggio e supporto a distanza, fino a quando non viene certificato come completamente guarito.

Questo, per Resta, è l’aspetto che può e deve avere la scalabilità: continuare a comunicare efficacemente con i cittadini di fronte a molte richieste di informazioni; riprodurre rapidamente contenuti educativi fondamentali e affidabili e renderli disponibili e accessibili al maggior numero possibile di persone che ne hanno bisogno; analizzare grandi quantità di dati, con precisione e rapidità, per identificare le informazioni che potrebbero essere la chiave per curare una malattia mortale.

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