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Cromatografia e IA. Fujitsu porta efficienza e qualità nelle analisi di laboratorio con l’innovativa tecnologia COD

Il contributo di una tecnologia al progresso della società si può misurare attraverso i reali benefici che porta, su larga scala, nel quotidiano. È quanto comincia a vedersi nel mondo dell’intelligenza artificiale, dietro la spinta dell’IA generativa, ed è il caso di una tecnologia innovativa che Fujitsu, ha portato in Italia con il suo partner Finix, e che permette di toccare con mano il reale potenziale di una rivoluzione solo agli inizi, a dimostrazione che quando l’IA è ben utilizzata è in grado di migliorare la qualità della vita.

«La cromatografia è una procedura di laboratorio attraverso la quale si riescono a isolare dei singoli elementi da un campione di materiale per individuarne le quantità – spiega Vijay Saravane, president general director di Fujitsu System Europe –. Una procedura molto utilizzata per esempio in ambito agricolo per calcolare le quantità di eventuali componenti dannosi per la salute, pesticidi prima di tutto, in un terreno o in un prodotto».

Un esempio, quello agricolo, non casuale. Proprio dal settore primario è arrivato infatti lo stimolo giusto per mettere a frutto le competenze dell’azienda in un campo sicuramente insolito, ma anche altrettanto affascinante, in cui sostanziare i risultati raggiunti in ambito IA, attraverso un servizio proposto sia in modalità cloud che on-premise.

«Non siamo certamente un laboratorio di chimica analitica e non ci occupiamo direttamente di strumenti per la cromatografia – precisa Saravane –. Possiamo però aiutare i tecnici di laboratorio a ottimizzare un lavoro delicato, che richiede tempo e precisione, offrendo loro tempi più rapidi, affidabilità e accuratezza».

Una questione particolarmente delicata, dove il margine di tolleranza è minimo, a fronte di un compito sicuramente non facile. La procedura tradizionale è infatti piuttosto complessa, con tempi lunghi e costi elevati, richiede un’elevata manualità ed è fallibile: la risposta di Fujitsu permette di automatizzare e semplificare l’analisi dei campioni cromatografici utilizzando un assistente IA addestrato su diverse centinaia di migliaia di campioni per classificare automaticamente le tracce in ‘’rilevate’’ o ‘’non rilevate’’, favorendo così la transizione digitale dei laboratori.

Vijay Saravane, president general director di Fujitsu System Europe
Vijay Saravane, president general director di Fujitsu System Europe

Cromatography on demand toglie pressione e regala qualità

La soluzione proposta da Fujitsu attraverso il servizio “Cromatography On Demand (COD) si rivela un alleato prezioso, più efficace ed a costi inferiori in molteplici campi, come l’agroalimentare, il monitoraggio ambientale, la sanità e la ricerca. «È una soluzione potenzialmente utile in tanti mercati verticali – rilancia Saravane –. Sicuramente tutti i settori dove si effettuano delle analisi, a partire dal mondo della sanità».

Contesti dove il personale lavora spesso sotto pressione, seguendo procedure in parte ripetitive, in attesa di risultati. È qui che la soluzione di Fujitsu interviene, rimuovendo le operazioni manuali per ridurre considerevolmente il margine di errore e liberare così anche tempo utile alle risorse. Inoltre, la possibilità di condurre un enorme numero di test ogni anno con strumenti in grado di automatizzare almeno una parte delle procedure permette a Fujitsu di offrire una soluzione in grado di aumentare il livello di sicurezza dei prodotti, in primis quelli alimentari, a vantaggio del benessere collettivo.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale in COD è dunque quello di agevolare la ricerca degli elementi desiderati, l’analisi e il confronto con i dati storici, così da arrivare a risultati più affidabili nel giro di poco tempo. Inoltre, grazie alla possibilità di poter sfruttare le potenzialità e la capacità di immagazzinamento dati offerte dal cloud, Cromatography On Demand può già spingersi oltre, riuscendo non solo a gestire facilmente una mole enorme di dati, ma integrandosi perfettamente con la piattaforma ERP del laboratorio e avvicinando così l’analisi dei dati alla concreta operatività aziendale. «Le procedure attuali non facilitano certo la collaborazione – sottolinea Mehul Doshi, head of business Italy, chief datacenter evangelist di Fujitsu –. Mentre invece un servizio da remoto con funzioni di intelligenza artificiale si rivela più affidabile grazie proprio alla capacità di raccogliere e correlare dati su larga scala».

Un messaggio prontamente recepito dai laboratori. L’interesse di fronte alla proposta di una soluzione come Cromatography On Demand è stato pressoché immediato. Così come la disponibilità di Fujitsu a dimostrarne l’efficacia attraverso test eseguiti sui dati forniti dagli utenti, con riscontri praticamente in tempo reale o con tempistiche di analisi ridotte anche a un quinto e una significativa riduzione del tasso di errore. Risultati apprezzabili in modo particolare quando è in gioco la qualità dei prodotti immessi sul mercato. L’implementazione di COD richiede investimenti limitati a fronte di benefici evidenti e immediati. «La soluzione Fujitsu non richiede aggiornamenti nell’hardware, né tanto meno una particolare formazione del personale – conferma Doshi –. Le procedure rimangono infatti pressoché invariate: a cambiare sono tempi e qualità del lavoro».

Mehul Doshi, head of business Italy, chief datacenter evangelist di Fujitsu
Mehul Doshi, head of business Italy, chief datacenter evangelist di Fujitsu

Il laboratorio della digitalizzazione

Una digitalizzazione delle analisi di laboratorio, pronta anche ad aprire nuovi orizzonti. «I processi attuali limitano per forza di cose le operazioni – prosegue Doshi –. Il prossimo passo sarà quello di poter allargare il raggio di azione delle analisi, andando alla ricerca di nuovi elementi oggi difficili da individuare. Una volta inquadrato il potenziale sarà anche più facile capire come sfruttarlo ancora meglio, superando i limiti della tecnologia attuale».

Da un punto di vista pratico, digitalizzare significa spesso anche liberare una persona dall’incombenza di alcune mansioni. In un contesto molto delicato e ampio come quello delle analisi, una procedura software ha importanti ripercussioni anche sulla sicurezza.

Prima di tutto, intesa come minore rischio di manipolazioni o frodi. Fermo restando l’assoluto rispetto delle norme relative alla privacy, l’elaborazione su larga scala di dati al servizio del machine learning consente di mettere a punto procedure automatiche e affidabili.

A beneficio anche del concetto di sicurezza, inteso come qualità del servizio reso alle persone. In ambito ospedaliero, per esempio, i primi test di Chromatography On Demand si sono rivelati particolarmente utili per guadagnare tempo prezioso nelle analisi urgenti su persone soccorse in stato di incoscienza, incapaci quindi di descrivere il problema. Importante ribadire: un supporto limitato esclusivamente alle procedure. La decisione finale cioè, rimane rigorosamente nelle mani dello specialista e non è affidata all’intelligenza artificiale.

Daniela Miranda, direttore delle soluzioni di Finix Technology Solutions
Daniela Miranda, direttore delle soluzioni di Finix Technology Solutions

Opportunità da sfruttare, anche in Italia

Considerata la natura fortemente innovativa della soluzione e i settori di riferimento, difficile ottenere riscontri immediati. Certamente però, l’interesse non manca. Anche in Italia, dove un settore strategico potrebbe ricavarne importanti benefici. «Abbiamo iniziato a proporre la soluzione da un paio di mesi e l’interesse è stato da subito molto elevato – assicura Daniela Miranda, direttore delle soluzioni di Finix Technology Solutions –. Siamo partiti anche noi dai laboratori di analisi, ma presto ci siamo allargati al settore dell’ambiente, agli ospedali e alle utility. In particolare, tutto il settore industriale alimentare si sta dimostrando fortemente interessato alle possibilità offerte da COD, in grado di ridurre al minimo i tempi per portare sul mercato una produzione certificata. Credo sia utile per capire la portata della soluzione».

Se ad un partner come Finix spetta anche l’onere di spiegare nel dettaglio una tecnologia sostanzialmente nuova, questo si compensa ampiamente con un vantaggio competitivo non da poco. «Al momento possiamo dire di non avere concorrenti – conclude Miranda –. Credo che avremo almeno un paio di anni di vantaggio per accelerare l’adozione della soluzione COD. Dovremo però essere capaci anche di cogliere da subito i primi risultati, già nel corso del primo semestre del 2024».

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