Robot in ospedale per aiutare gli anziani e i bambini

Quando lo psicologo della salute Phil Parker visita gli ospedali del Regno Unito, porta con sé Boo Boo. Boo Boo è molto bravo con i bambini. Canta canzoncine, legge libri e suona musica. È un buon ascoltatore e può aiutare a calmare i nervi dei piccoli prima che abbiano a che fare con i medici. Boo Boo non è un medico professionista, non è un essere umano: è un robot. Robot come Boo Boo potrebbero contribuire a rendere il ricovero ospedaliero di un bambino meno stressante e l’esperienza di un anziano meno solitaria. Abbinato a un software della società belga ZoraBots, Boo Boo può giocare o seguire pazienti giovani e anziani attraverso i loro esercizi. Gli operatori sanitari non devono saper programmare per usare Zora. Possono semplicemente trascinare le caselle con i comandi nell’ordine desiderato su un computer o un tablet. I più avventurosi possono anche scrivere propri programmi.

Robot attivi 24×7

nao robot ospedaleBoo Boo è un esempio di come i robot possano essere utili per qualcosa di più della semplice sostituzione del lavoro umano manuale: potrebbero anche servire come compagni preziosi per le persone sole o i malati aiutando ad alleviare i sintomi di depressione e ansia. La loro disponibilità 24×7 e la loro pazienza sono in grado di offrire quello che la maggior parte degli esseri umani fa fatica a fornire. ZoraBots è il distributore mondiale del robot Nao, che rinomina Zora dopo aver aggiunto alcune personalizzazioni tramite il proprio software. L’amministratore delegato Tommy Deblieck ha detto che quando nel 2012, con il cofondatore Fabrice Goffin, ha avviato l’azienda l’obiettivo era di realizzare un robot che motivasse e aiutasse i bambini a fare i loro esercizi. Con l’aiuto dei medici è stato fatto un buon lavoro dato che basta che Boo Boo dica di fare qualcosa e gli altri gli vanno dietro.

Col tempo, si è andati oltre i bambini e Deblieck e Goffin sono arrivati fino a un centro di assistenza per gli anziani in Belgio, dove il robot operava come fisioterapista mostrando ai pazienti come muoversi. Nel frattempo, un fisioterapista umano era libero di aiutare le persone a fare gli esercizi correttamente. Inizialmente, la soluzione era stata proposta tramite un display, ma gli anziani non sembravano interessati. Poi è arrivato il robot e tutti hanno iniziato a muoversi. Il robot porta interesse, eccitazione, divertimento distoglie i malati dai loro problemi.

L’importanza del Qr

Invece di utilizzare il riconoscimento facciale, Zora lavora scansionando i badge con i codici Qr per identificare le persone. Questo perché il riconoscimento facciale non può ancora garantire una precisione del 100%, il che è particolarmente importante in ambito ospedaliero. Quindi, quando un operatore sanitario programma una serie di esercizi, questo è collegato a un codice Qr.

I bambini vedono nel robot un compagno, un amico con il quale interagire come fosse uno di loro. Questo tipo di empatia può essere utile al di là del contesto ospedaliero. Nel tentativo di aumentare le loro capacità di socializzazione, il Robotics and Autonomous Systems Center presso l’Università della California del Sud sta sviluppando infatti terapie robot-assistite per i bambini con disturbi dello spettro autistico. Il laboratorio si concentra sulla creazione di software per questi robot socialmente assistivi, o robot che aiutano le persone attraverso mezzi sociali piuttosto che fisici. Il laboratorio sta anche sviluppando terapie robot-assistite per i sopravvissuti di ictus e lesioni cerebrali traumatiche, così come per le persone con Alzheimer. Anche il software viene studiato in un ambiente ospedaliero. Maki è un altro robot stampato in 3D di Ciao Robo che può essere programmato per parlare e giocare e aiuta i bambini mostrando gli effetti positivi della sua presenza.

L’obiettivo non è di né di sostituire gli operatori umani né di lavorare al posto di personale qualificato, ma semplicemente di essere di aiuto agli operatori e fornire nuovi strumenti per aiutare i bambini. Uno dei medici che ha lavorato al progetto ha avuto un figlio malato di cancro che oggi sta bene. Ma quando era a letto in ospedale non aveva un robot per distrarsi. I bambini di oggi invece possono averlo.

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