Home Tecnologie Il robot Navio per le protesi al ginocchio in Humanitas Mater Domini

Il robot Navio per le protesi al ginocchio in Humanitas Mater Domini

Nel contesto tanto delicato quanti diffuso degli interventi chirurgici al ginocchio, Humanitas Mater Domini può contare su un alleato in più.

Prima struttura sanitaria in provincia di Varese e Milano, e seconda in Lombardia, a dotarsi del robot Navio, sarà ora in grado di garantire un salto di qualità negli interventi di protesi monocompartimentale e totale di ginocchio.

L’affidabilità del robot Navio, che solo nei primi giorni di servizio ha già assistito i chirurghi ortopedici in oltre sessanta interventi, è tale da essere comunemente ribattezzato “camice bianco”, grazie all’altissimo livello di accuratezza e precisione chirurgica dimostrati sul campo.

Dove l’occhio umano non può arrivare

L’utilizzo del sofisticato macchinario permette infatti di raggiungere livelli impensabili a occhi e mani umane. Inoltre, Navio supporta il chirurgo ortopedico sin dalla pianificazione pre-operatoria. Il robot permette di personalizzare l’impianto sull’anatomia e sul movimento del ginocchio del paziente, nella scelta della protesi più adatta alla specifica lesione, guida il chirurgo nell’intervento e nel posizionamento della protesi stessa.

Navio è un sistema robotico in grado di posizionare le componenti protesiche, siano femorale o tibiale, in base alla forma anatomica specifica del ginocchio del paziente e al relativo movimento, rilevati da speciali sensori.

Aspetto importante, non si tratta di un sostituto dello specialista, quanto invece di uno strumento pronto a fornire assistenza negli interventi di protesi permettendo di stabilire, con una precisione estrema, la porzione di lesione artrosica da rimuovere per il corretto posizionamento della protesi, in rapporto anche alla tensione dei legamenti e alle caratteristiche specifiche di ogni paziente.

Oltre a offrire maggiori garanzie sul buon esito di un intervento, l’utilizzo di Navio ha diverse ripercussioni sulla situazione del paziente, ma anche sui costi dell’intero servizio. Non sono necessari esami strumentali di secondo livello, come TAC o  risonanza magnetica. Lo studio anatomico è rilevato infatti durante l’operazione.

Inoltre, si riesce a ottenere maggiore accuratezza nella posizione dell’impianto sia statico sia dinamico, Questo comporta anche meno dolore e meno farmaci antidolorifici dopo l’intervento, con ripercussioni anche su tempi di degenza

Anche in fase di riabilitazione, si agevola un recupero possibile del movimento naturale del ginocchio, grazie a una miglior confidenza con la nuova articolazione. Per chi pratica attività sportiva, ma anche solo durante le mansioni quotidiane, un significativo calo nel rischio di vedere allungati i tempi di recupero.

Infine, migliori prospettive di lungo termine, grazie a  una maggiore durata della protesi. Aspetto importante, dal momento che al contrario di quanto si pensi, l’artrosi di ginocchio non colpisce solo gli anziani. Traumi giovanili ai menischi o altre strutture dell’arto, malattie infiammatorie o reumatiche, aumentano il rischio di degenerazione della cartilagine articolare che porta all’artrosi.

Navio, compagno ideale del chirurgo

Sfruttando multipli sensori posizionati sulla gamba e sulla coscia del paziente, il sistema Navio permette di eseguire direttamente in sede operatoria uno studio del movimento preciso del ginocchio. Questo per valutare eventuali lassità o deviazioni assiali dell’arto e stabilire, con la massima precisione, il punto di inserimento delle componenti della protesi.

Attraverso uno strumento palpatore, per rilevare con il contatto la conformazione del ginocchio, dopo l’elaborazione del software si esegue la ricostruzione 3D virtuale delle superfici articolari (tibiale e femorale). Rilevando ed elaborando dati anatomici, di movimento e di stabilità, il robot, riesce a calcolare con precisione millimetrica la posizione delle componenti protesiche durante tutto l’arco del movimento.

Nella fase operativa interviene il braccio robotico, dotato di una fresa computer-assistita ad alta velocità. Nelle mani del chirurgo, guida l’esecuzione dei tagli ossei necessari all’impianto della protesi, ripercorrendo il modello 3D virtuale precedentemente elaborato. Il manipolo robotico controllato dal computer procede ai tagli femorali e tibiali, asportando l’osso solo dove prestabilito. Infatti, se per errore si uscisse dagli spazi, la fresa si retrae e si ferma, diminuendo il rischio di errore umano.

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