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Aws, il cloud aiuta i popoli migranti durante il Covid-19 e altre emergenze

Aws e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), la principale organizzazione intergovernativa mondiale nel settore, collaborano per sostenere i migranti durante il Covid-19 e altre emergenze.

Per i milioni di persone che si spostano tra Paesi e regioni per cercare opportunità migliori o sfuggire a disastri o disordini, Il Covid-19 ha rappresentato un’enorme sfida.

Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), la principale organizzazione intergovernativa mondiale nel settore, dall’inizio della pandemia fino a marzo 2021, un totale di 227 Paesi, territori o aree in tutto il mondo hanno imposto più di 117.000 restrizioni di viaggio e mobilità di migrazione.

Nonostante le restrizioni siano state introdotte per frenare la diffusione del coronavirus, le misure hanno creato nuove difficoltà per le popolazioni migranti, come gli etiopi bloccati nel Corno d’Africa e nel Golfo Persico e gli sfollati che vivono con acqua e risorse limitate, oltre a strutture igienico-sanitarie non all’altezza. Le restrizioni hanno colpito anche studenti, lavoratori stagionali e famiglie che cercano di tornare a casa. «I segnali di allarme per questo tipo di pandemia sono sempre stati presenti», ha affermato Jeffrey Labovitz, direttore delle operazioni e delle emergenze dell’OIM. «Ora, grazie alla tecnologia di Aws, siamo in grado di pianificare al meglio la prossima emergenza.»

Aws aiuta l’organizzazione a raccogliere informazioni in tempo reale, mettendo insieme automaticamente le notizie più rilevanti sulla migrazione dai media di tutto il mondo. In passato, il personale OIM doveva cercare manualmente questi articoli online e spesso c’erano migliaia di storie al giorno.

Grazie alla matrice di tracciamento del dislocamento (DTM, Displacement Tracking Matrix), l’OIM è in grado di capire se e come le persone vengano sfollate a causa di conflitti o disastri, tra cui la pandemia di Covid-19. Il DTM analizza i dati primari raccolti dai team OIM nazionali e monitora anche i dati secondari (derivanti dalle notizie pubblicate online, su riviste cartacee o sui social media dalle testate di tutto il mondo).

In una giornata qualunque, i media pubblicano migliaia di notizie, e non tutte vengono riprese dalle principali testate giornalistiche internazionali. Ad esempio, il sito di un magazine locale può pubblicare un articolo in lingua araba sullo stato dei lavoratori migranti in uno stato del Golfo Persico, ma la storia non sarà necessariamente ripresa al di fuori di alcuni paesi.

È qui che entra in gioco la tecnologia Aws, che aiuta l’organizzazione a redigere i report dei media sulla migrazione in tempo reale e a semplificarli in “elementi fruibili”. Ciò significa segnalare automaticamente gli articoli più rilevanti e riassumerli in un report tre volte al giorno.

La tecnologia consente all’OIM di avere un “orecchio sul campo” in più per conoscere i movimenti delle persone da fonti in tempo reale, che integrano i meccanismi di segnalazione interna dell’OIM.

Con il supporto di Aws, l’OIM monitora le informazioni provenienti da 160 Paesi, il doppio rispetto a prima dello scoppio della pandemia di Covid-19. Secondo il team di OIM, la collaborazione con Aws ha il potenziale per cambiare il modo in cui l’organizzazione opera a lungo termine. Infatti, sono sul tavolo nuovi progetti, tra cui uno dedicato al miglioramento della comunicazione con i migranti.

Aws ha collaborato per la prima volta con l’OIM nel 2019 per costruire un data lake, che ha consentito all’organizzazione di consolidare le conoscenze raccolte e che ancora oggi continua a raccogliere dati su una moltitudine di elementi che influenzano la capacità dei migranti di effettuare un viaggio sicuro tra diversi stati.

Migrando le informazioni da database, archivi e fonti di stampa differenti ad un unico data lake, l’OIM è stato in grado di aumentare esponenzialmente la velocità di esecuzione delle analisi sulle informazioni.

In futuro, ciò non solo migliorerà la condivisione delle informazioni all’interno della stessa OIM, riducendo il tempo necessario per identificare i luoghi, le situazioni e le esigenze dei migranti in situazioni vulnerabili, ma dovrebbe anche consentire all’organizzazione di prevedere futuri modelli migratori, uno passaggio necessario per l’allocazione delle risorse e per la preparazione a disastri come Covid-19.

 

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