Lebadanti.it accelera la ricerca di assistenza domestica con un modello digitale diretto

Trovare una badante in tempi rapidi può diventare una necessità improvvisa dopo un ricovero, una caduta o la perdita di autonomia di un familiare. È su questo problema che interviene Lebadanti.it, piattaforma sviluppata dalla startup WeCare Srl per mettere direttamente in contatto famiglie e caregiver, riducendo i passaggi intermedi e introducendo un modello di pagamento basato sul singolo contatto.
La piattaforma, nella nuova versione online da luglio 2026, dichiara di aver già superato 6.000 iscritti tra famiglie e badanti, con oltre 3.000 caregiver disponibili e più di 3.500 offerte di lavoro pubblicate. L'obiettivo dichiarato è arrivare a 25.000 utenti nei prossimi dodici mesi.

Un mercato in cui domanda e offerta faticano a incontrarsi

Il servizio si inserisce in un mercato caratterizzato da un crescente fabbisogno di assistenza e da una disponibilità di personale che resta limitata rispetto alla domanda. Secondo il rapporto Family (Net) Work realizzato dal Censis e promosso da Assindatcolf, in Italia si contano appena 8,5 badanti ogni 100 persone sole con più di 60 anni.
Parallelamente continua a ridursi il numero dei lavoratori domestici regolari. Nel 2025 le persone con almeno un contributo versato all'INPS sono state 804.464, in diminuzione per il quarto anno consecutivo e circa 173.000 in meno rispetto al 2021. All'interno di questo bacino le badanti rappresentano ormai il 51,3% del totale, superando per il secondo anno consecutivo le colf.
Il problema non riguarda quindi soltanto la disponibilità assoluta di lavoratori, ma anche la capacità di mettere rapidamente in contatto le famiglie con persone effettivamente disponibili nella stessa area geografica.

Lebadanti.it punta sul contatto diretto

Valerio Carboni, CEO e founder di WeCare
Valerio Carboni, CEO e founder di WeCare

Lebadanti.it nasce nel 2019 come bacheca gratuita dedicata alle badanti in cerca di lavoro. Nel 2025 Valerio Carboni fonda WeCare Srl insieme a Reverse Studio e il progetto viene trasformato in una piattaforma strutturata per l'incontro tra domanda e offerta, arrivata online nella nuova configurazione a luglio 2026.
Le badanti possono registrarsi gratuitamente, creare un profilo e candidarsi alle offerte di lavoro pubblicate dalle famiglie. Queste ultime possono invece effettuare ricerche sulla base della zona geografica e contattare direttamente i profili ritenuti più adatti.
«Quando una famiglia cerca una badante, nella maggior parte dei casi non ha settimane a disposizione: il bisogno nasce dopo un ricovero, una caduta o un peggioramento improvviso delle condizioni di un genitore e bisogna trovare qualcuno in tempi rapidi», spiega Valerio Carboni, CEO e founder di WeCare. «Da una parte ci sono famiglie che non sanno dove cercare, dall'altra migliaia di badanti disponibili. Lebadanti.it nasce per farle incontrare in modo più semplice».

Pagamento per contatto e rimborso dopo 36 ore

Uno degli elementi centrali del modello riguarda il sistema di accesso ai contatti. La piattaforma non richiede un abbonamento: la famiglia può effettuare le ricerche liberamente e acquista un credito soltanto quando decide di contattare una badante.
Il prezzo parte da 9 euro per contatto. Se la persona selezionata non risponde entro 36 ore, il credito viene restituito automaticamente all'utente. Le 36 ore non rappresentano quindi una garanzia di trovare una badante entro quel termine, ma il limite temporale oltre il quale un contatto senza risposta non viene addebitato definitivamente alla famiglia.
«Abbiamo scelto di far pagare il contatto, non la semplice possibilità di cercare», afferma Carboni. «Se una persona non risponde, per noi quel contatto non ha avuto valore e la famiglia deve poter recuperare il credito. È un meccanismo semplice, ma su un bisogno così delicato trasparenza e tempi contano molto».

Un modello digitale anche per i territori meno serviti

La natura interamente digitale del servizio permette a Lebadanti.it di operare senza una presenza fisica nelle singole città e, almeno potenzialmente, di raggiungere anche territori in cui le agenzie specializzate nell'assistenza domestica sono meno diffuse.
Il modello cerca così di affrontare uno dei problemi strutturali del settore: la frammentazione del mercato e la difficoltà di individuare velocemente personale disponibile a livello locale. La piattaforma non sostituisce il processo di valutazione della persona né la successiva gestione del rapporto di lavoro, ma concentra il proprio servizio sulla fase iniziale di ricerca, candidatura e contatto diretto.
I dati registrati nei primi due mesi della nuova versione indicano un interesse significativo per questo tipo di intermediazione digitale. Per WeCare il passaggio successivo sarà aumentare il numero di profili e offerte disponibili, cercando di ampliare la copertura territoriale e portare la piattaforma dai circa 6.000 iscritti attuali all'obiettivo dei 25.000 utenti.

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