Home Applicazioni Telemedicina e wearable, la nuova sanità secondo Zucchetti

Telemedicina e wearable, la nuova sanità secondo Zucchetti

Tra le poche certezze di un periodo dove spesso è difficile programmare a distanza di un mese, il maggiore peso della Sanità nel quotidiano, e di conseguenza delle tecnologie correlate. Una prospettiva in ottica telemedicina pronta ad attirare l’attenzione di molti, dove Zucchetti non ha perso tempo nel riorganizzarsi.

«Una volta superata la pandemia, non sarà più possibile pensare alla sopravvivenza di un Paese senza innovazione – afferma David Moscato, responsabile divisione healthcare solutions dell’azienda -. Quando si parla di digitalizzazione in Italia i progetti sono tanti, ma molti cadono di fronte alla prova dei fatti».

In soccorso del territorio

Una ragione di più per essere presenti con una proposta dalle solide basi. Quelle costruite nel corso degli anni dall’azienda e messe a punto fino dai primi giorni dell’emergenza sanitaria. «Tra febbraio e marzo abbiamo aderito subito al progetto Solidarietà Digitale – precisa Moscato -. Abbiamo messo a disposizione personale e competenze per sviluppare nel giro di pochi giorni la soluzione di monitoraggio ZCare, per pazienti a casa».

Partita dal vicino ospedale di Lodi e diffusa successivamente a livello nazionale, l’iniziativa di telemedicina Zucchetti è arrivata a garantire il monitoraggio di ottomila pazienti, ricavando oltre centomila misurazioni. «È servito a carpire come potessimo essere effettivamente in grado di fare la differenza – osserva Moscato -. Eravamo già presenti nel settore Sanità, ma con soluzioni poco strutturate».

Moduli provenienti soprattutto dalle acquisite nel corso degli anni, erano proposti senza una strategia comune, in genere come singole soluzioni o a completare altre offerte. Dall’esigenza di organizzare tutto in modo da cogliere al meglio l’occasione è nata così la nuova divisione healthcare solutions.

Attenzione particolare per la Sanità

«Un mercato in crescita e soluzioni comunque nel nostro portafoglio – riflette Moscato -. Una combinazione utile a ritagliarci un ruolo in un mercato dove possiamo portare innovazione».

Sfruttato il lockdwon anche per riorganizzare le competenze interne comunque già a disposizione, subito dopo è stata la volta dei partner essere messi al corrente della nuova offerta e relative strategie.

Il nucleo dell’offerta ruota intorno all’eredita acquisita da Software 1 nella telemedicina, dove è anche attesa una forte spinta istituzionale. Con l’obiettivo di ritardare il più possibile un ricovero, il nuovo modulo ZLife estende la portata del monitoraggio del paziente da casa appoggiandosi a un wearable in grado di misurare i parametri e trasmetterli via Bluetooth da un tablet fornito in dotazione al paziente.

«Abbiamo aggiunto inoltre un modulo di intelligenza artificiale con algoritmi predittivi. Oltre al monitoraggio, vogliamo sfruttare la nostra esperienza per aiutare il medico in ospedale a valutare la necessità di un ricovero ed eventualmente programmarne l’arrivo, organizzando la struttura per tempo».

In un’offerta iniziale dove c’è posto anche per un software di videochiamate e organizzazione delle visite al servizio delle RSA e per strumenti al servizio della dematerializzazione, emerge però un aspetto importante, soprattutto quando si parla sostanzialmente di una software house.

IoT strategico per il futuro della telemedicina

«Oggi ci apriamo al mercato IoT, con i wearable e sensori per monitorare la qualità dell’aria negli ambienti sanitari. Il mercato e le relative soluzioni si allargano; abbiamo così deciso di utilizzare anche queste nuove soluzioni, perché ci permettono di essere più presenti sul paziente e supportare il processo di innovazione nella Sanità».

Una sfida facile solo all’apparenza. Dietro la semplice aggiunta di sensori si nasconde infatti la complessità di entrare in strutture già di per sé grandi e articolate, portando una nuova metodologia organizzativa. Un cambio di prospettiva dove un paziente continua a essere monitorato anche dopo la degenza e serve quindi un’organizzazione in grado di seguirlo.

Per Zucchetti la strada della telemedicina è comunque tracciata, dove partire appena possibile significa anche conquistare una posizione e aprire la via anche al resto dell’offerta. Anche se gli ostacoli non tardano a presentarsi. «Stiamo valutando anche altri dispositivi come EGC portatile o glucometro – conclude Moscato -. Il problema maggiore al momento sono i tempi delle certificazioni. Spesso, quando finalmente arriva bisogna ricominciare perchè nel frattempo è uscito un prodotto nuovo».

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