Home Applicazioni Telemedicina Riconoscimento vocale, arma in più contro Alzheimer e demenza

Riconoscimento vocale, arma in più contro Alzheimer e demenza

Si apre una nuova frontiera per il riconoscimento vocale. Da piccole modifiche nella pronuncia, è infatti possibile individuare per tempo eventuali rischi legati condizioni come demenza o Alzheimer. Questa la convinzione del National Institute on Aging, pronto a supportare un progetto congiunto di Dartmouth-Hitchcock e la University of Massachusetts di Boston.

Ai ricercatori è stato così affidato un incarico della durata di quattro anni, per un valore di 1,2 milioni di dollari. Obiettivo, sviluppare un sistema costruito su machine learning e deep learning, in grado di riconoscere anche i minimi cambiamenti nel parlato e ricondurli a potenziali sintomi.

Per riuscirci però, servirà una base dati piuttosto grande e al tempo stesso particolare. Secondo quanto spiegato dai ricercatori, si tratta infatti di raccogliere il parlato quotidiano del soggetto all’interno della propria abitazione per sviluppare nuove tecniche di riconoscimento della potenziale malattia.

Il riconoscimento vocale si trasforma in cura

La convizione è di poterci riuscire grazie anche all’utilizzo degli assistenti vocali domestici: Amazon Alexa prima di tutto, ma più in generale ogni altro dispositivo usato regolarmente per tradurre la voce in istruzioni.

Primo obiettivo, riconoscere situazioni diffuse con l’avanzare degli anni, come Alzheimer e demenza senile. Condizioni dalle quali in genere scaturiscono rischi importanti sia per la persona che vive da sola sia per i costi delle relative cure e assistenza.

Poter contare su uno strumento di prevenzione più a lungo termine, significa quindi avere più tempo per intervenire con una terapia, ma anche garantire la possibilità di rimandare la necessità di un’assistenza a tempo pieno.

Le sfide non mancano. Il campo di ricerca è decisamente nuovo e richiede quindi tutta la sperimentazione del caso. Inoltre, tra gli ostacoli maggiori individuati dal team di ricerca, l’uniformità di comportamento di fronte a ogni linguaggio e la capacità di distinguere il parlato del soggetto sotto esame in presenza di altre persona, dal semplice familiare fino a un gruppo di ospiti.

Il dubbio maggiore immediatamente sollevato riguarda però la privacy. Non si tratta più di semplici comandi inviati online. In questo caso si parla di vere e proprie informazioni sensibili messe in Rete, la cui destinazione e conservazione richiedono i massimi standard di protezione.

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