Con Alexa il paziente inglese trova la cura in sicurezza

Al di là delle potenzialità sottolineate dai messaggi pubblicitari e delle funzioni vocali ormai note, Alexa può andare oltre, iniziando a prendersi cura dei propri utenti nel vero senso della parola. È la direzione nella quale si sta muovendo anche una realtà importante come l’NHS, il servizio sanitario nazionale inglese.

La collaborazione già avviata con Amazon intende permettere ai pazienti di sfruttare le funzioni di interazione vocale di Alexa per ottenere informazioni su sintomi, stato di salute o condizioni sanitarie, provenienti però rigorosamente da fonti affidabili.

Un’attività comune su Internet, spesso però vittima di informazioni inattendibili se non addirittura fuorvianti. Con il nuovo impulso di ricerche online sull’argomento salute, favorito dall’interazione vocale, la priorità è certificare le indicazioni trasmesse attraverso Alexa.

Secondo Gartner, entro il 2020 il 30% delle ricerche online saranno effettuate senza l’utilizzo di uno schermo. L’obiettivo NHS è mettere a disposizione le competenze del proprio personale attraverso questo canale di comunicazione e trasmetterle agli utenti prima che possano incappare in responsi e consigli dannosi per la salute.

Ricerche vocali con Alexa affidabili, parola di NHS

In Gran Bretagna, Amazon ha integrato nell’algoritmo di Alexa le informazioni prelevate direttamente dal sito Web di NHS. In questo modo, quando un utente chiede ragguagli di carattere medico riguardo sintomi o cure, le risposte vengono prese dalle informazioni messe a disposizione dal Servizio Sanitario Nazionale.

Due i vantaggi principali. Da una parte, si sgrava il personale medico dal rispondere a tante domande comuni, permettendo loro di concentrarsi maggiormente sui casi più impegnativi. Dall’altra, per l’utente  diminuisce il rischio di imbattersi in pagine Web non affidabili, se non addirittura pericolose. Da non sottovalutare anche l’importante contributo per rendere il paziente più consapevole della propria condizione di salute, aiutandolo a tracciare un quadro reale della situazione e quindi curarsi al meglio ricorrendo al medico solo quando realmente necessario.

Per quanto originale, l’iniziativa NHS non si può considerare inedita, almeno se si guarda fuori dai confini europei. Negli Stati Uniti infatti, progetti simili sono già in atto da tempo. Nel caso di Sutter Health e Unified Physician Management, al posto di uno strumento di uso comune come Alexa però, si preferisce puntare su un dispositivo realizzato ad hoc e con finalità diverse. In combinazione con strumenti di intelligenza artificiale, il progetto ribattezzato Suki è infatti pensato per supportare i medici durante le visite ai pazienti, agevolando l’accesso alla cartella clinica digitale.

Autonomia sì, ma senza accantonare il rapporto umano

Per NHS, l’integrazione di Alexa è comunque un punto importante nel programma di investimenti dal valore di un miliardo di sterline destinati al rinnovo del sistema sanitario. Un aiuto importante per raggiungere uno degli obietti primari, mettere il paziente il più possibile in condizione di ottenere in modo autonomo risposte credibili a interrogativi legati alla salute,

Non mancano tuttavia le critiche alla partnership con Amazon. In qualità di azienda privata, il materiale raccolto attraverso Alexa solleva importanti questioni legate alla privacy e alla difesa dei dati personali. Inoltre, per quanto non sempre necessario, il rapporto diretto tra medico e paziente resta una delle forme più semplici di assistenza e a volte tra le più efficaci. Sacrificarlo nel nome dell’interazione vocale, secondo i detrattori potrebbe rivelarsi controproducente.

Niente tuttavia in grado di frenare i progetti Amazon in questa direzione. Il progetto di integrare consulenze in ambito medico tra le risposte di Alexa prosegue. Negli Usa sono già diverse le organizzazioni ad aver adottato il riconoscimento vocale tra gli strumenti di lavoro al servizio del personale medico. Tra loro, il Children’s Hospital di Boston, la Mayo Clinic di Rochester, oltre alle aziende del settore Cigna e Atrium Health.

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